La pausa è durata abbastanza, quindi... Ecco qui che la mia storia riprende, esattamente dove eravamo rimasti XD
Capitolo quattordici
Passai tutta la notte e tutta la mattina seguente a domandarmi chi fossero gli strani tizi. In cuor mio non vedevo l’ora che finisse la scuola per poter andare da Alessandro; volevo che i miei dubbi fossero chiariti e soprattutto volevo avere notizie del mio ragazzo.
Luca vedeva che non c’ero con la testa, ma come Lucia dava la colpa a qualche residuo di febbre, ed io ero ben contenta di lasciarglielo credere.
Finalmente arrivò l’una e mezza e, dopo essere arrivata a casa ed aver mangiato, mi fiondai sulla bici e partii.
Incurante del freddo e della fatica feci tutta la strada volando, e mi ritrovai proprio sotto la grande casa bianca che Thomas doveva aver ricordato.
Suonai. Il cancello si aprì, ed io entrai un po’ incerta. Mentre guardavo ammaliata il fantastico giardino, sentii una porta sbattere e senza accorgermene mi ritrovai stritolata da un abbraccio estraneo e familiare allo stesso tempo. Quando Thomas mi lasciò, riuscii a guardarlo in faccia: era ancora come prima, i capelli e gli occhi nerissimi, i lineamenti sottili, il colore della sua pelle… Quello era cambiato. Non più pallido come un fantasma, ma con una vampata di colore sulle guancie. E il profumo! Non avevo mai sentito una fragranza così dolce e forte allo stesso tempo. Nonostante fosse la prima volta che la sentivo la riconobbi immediatamente: era Thomas allo stato puro, parte di lui, parte di me. L’unica cosa che potevo fare in quel momento era aggrapparmi ancora a lui, stringerlo, baciarlo, dirgli che lo amavo, e tutte le domande che dovevo fare, tutte le risposte che pretendevo non sembravano più così urgenti. Esisteva solo Thomas, io, e l’amore che provavamo l’uno per l’altra. Lui mi ricambiava: non una parola, neanche “ciao”, solo i nostri corpi che si toccavano e le nostre labbra che si sfioravano. Almeno finché non arrivò Alessandro.
“Capisco la vostra impazienza ragazzi, ma abbiate almeno un po’ di contegno. Non c’è più rispetto per gli anziani!”
“Sorry nonno.”, disse Thomas con un sorriso a trentadue denti.
“Ci scusi:”, sussurrai, mentre ero persa ad ammirare il mio amore.
“Entra! Ti devo dire un paio di cosette. Non ti preoccupare, sono felice che mio nipote abbia trovato l’amore. Ma non è questo il momento. Suppongo tu abbia delle domande.”
L’ingresso della villa era modesto, ma si apriva su un salotto enorme, dalle tinte nocciola. Lo stile era un po’ antiquato, ma per niente soffocante, anzi; la portafinestra che si spalancava su di un piccolo giardino sul retro donava ulteriore luce e ampiezza all’ambiente.
Thomas si sedette sul divano ad angolo, ed io mi accomodai accanto a lui. Alessandro prese invece una sedia si mise davanti a noi.
“Allora Giulia, la prima cosa che devi sapere è che noi non siamo esseri umani normali: siamo i Difensori delle anime. Tranquilla, non è nulla di grave, diciamo solo che noi abbiamo un qualcosa in più. Un Dono, la Vista.”
“Ehm… Credo di non aver capito.”
“Beh, hai visto anche tu gli strani esseri di ieri vero? Ecco, loro sono i Predatori delle anime. Sono, diciamo così, un’altra specie; e solo noi riusciamo a vederli. Noi che possediamo la Vista e la Brillantezza… In genere le nostre due razze si lasciano in pace e non hanno nulla a che fare l’una con l’altra, ma ultimamente le cose sono cambiate. Sono diventati i nostri nemici, i nemici dell’umanità intera, perché si nutrono dell’energia che fuoriesce da un corpo nel momento in cui la sua anima si separa da esso.”
“Aspetti… Cosa sono la Vista e la Brillantezza? E come fanno a nutrirsi di energia? Non capisco… Chi sono loro? Chi siamo noi??”
“So che è complicato e difficile da credere. Ma tu stessa hai visto la tua luce… Oltre a quella di mio nipote. Me l’ha detto lui, ha detto che ti sei guardata la mani e le hai viste brillare.”
Pensai a quel lontano pomeriggio, quando ancora mi sembrava assurdo che Thomas non potesse farsi vedere da altri, assurdo che solo io lo vedessi, la Vista…
“E’ per questo che io sono riuscita a vederti?”, chiesi a Thomas.
“Sì, è esattamente per questo. Sei riuscita a vedere me, anche se non avevo un corpo, poiché sono come te. E sei riuscita a vedere quei due Predatori delle anime poiché hai il dono della Vista. Sei un Difensore delle anime, proprio come me, proprio come mio nonno.”
“Ma…”
“Ascoltami.”, continuò Alessandro, “In genere i Predatori non sono cattivi. Loro vivevano la loro vita, noi la nostra; e tutto andava per il meglio. Quando l’anima lascia il corpo, nel momento della morte, sprigiona un’energia che è la sola fonte di nutrimento per loro, per questo i Predatori vivevano essenzialmente in posti dove la morte era presente: ospedali, case di riposo, luoghi di guerra. Fino a quando non hanno iniziato ad uccidere.”
“Ad… Uccidere? Ma perché???”
“Per via di un’antica leggenda che hanno riscoperto da poco, e che noi Difensori custodivamo da tempo con la massima cura. Vedi, i Predatori non sono dotati di un corpo fisico, sono solo anime sperdute che si nutrono di energia per sentirsi più ‘vive’, ‘solide’. Da tempo si erano rassegnati alla loro condizione e da tempo avevano accettato il loro destino, finché uno di loro riuscì a scoprire alcuni vecchi scritti dove si parlava della leggenda della Gemma Blu.”
“La Gemma Blu? E che cos’è?”
“E’ una pietra dagli immensi poteri che si trova in un portale al di fuori del tempo e dello spazio, apribile solo tramite un’energia molto potente. Secondo la leggenda, riuscirebbe a dare loro un corpo per poter vivere nel mondo terreno, e per mostrarsi quindi agli altri. E’ per questo che uccidono: non per nutrirsi, ma per accumulare l’energia necessaria a raggiungere la pietra.”
“Ma… Non potrebbero semplicemente raccoglierla man mano che le persone muoiono?”
“Purtroppo servirebbe troppo tempo, e loro sono stanchi di aspettare. Capisci, questo è il loro più grande sogno… E ora che hanno una speranza, non vogliono attendere.”
“Ma perché? Perché per loro è così importante avere un corpo?”
“Non posso saperlo, ma prova ad immaginare. Vivi in un mondo dove persone diverse da te, con un corpo reale, ti costruiscono intorno, vivono, ridono, scherzano, si amano, muoiono, fanno la guerra, … E tu non puoi partecipare. Tu non fai parte veramente di quel mondo, tu non puoi interagire con gli altri, non hai nessun diritto, nessun potere decisionale.”
“Che brutta cosa.”, sussurrai.
“Ciò non toglie però che quel che fanno è sbagliato. Per questo noi esseri umani, diciamo così, speciali, ci siamo dati l’appellativo di Difensori delle Anime. La cosa che ha fatto mio nipote è una delle poche cose che funziona contro di loro: non li uccide, ma li disorienta e ci mettono un po’ a riprendersi.”
“Aspetta… Cosa ha fatto Thomas?”
“Beh… Ha scattato una foto. Non è esattamente quello che funziona… E’ stato il flash. La luce abbagliane ed improvvisa.”
“Quindi per disorientarli bisogna accecarli?”
“Esatto. I Predatori sono creature del buio e della notte, la luce gli dà fastidio. Di giorno possono esporsi al sole solo a costo di un gran mal di testa, per questo preferiscono uscire la sera. La luce abbagliante, quindi, non la possono sopportare. Questo è il nostro compito: trovarli e stordirli, per confonderli e far sì che non riescano ad uccidere. Che ritornino a nutrirsi di morte naturale.”
“Ma perché è il nostro compito? Insomma, chi è che dice che dobbiamo farlo per forza?”
“I vari Maestri Difensori che si sono organizzati per decidere il da farsi. Ovviamente non costringiamo nessuno, sei libera di andare. Ma i Predatori diventano sempre più forti e spietati, e noi abbiamo bisogno di Difensori che si uniscano a noi.”
“Ho capito. E chi sono i Maestri Difensori?”
“Sono i più anziani fra coloro che possiedono il dono della Vista, coloro che hanno studiato gli antichi scritti e le antiche leggende e che hanno il compito di tramandare le loro conoscenze ai più giovani. Io sono un Maestro, e prima che succedesse quel piccolo incidente stavo insegnando a mio nipote ciò che sapevo.”
“Che incidente?”
“Quello per cui ci siamo conosciuti amore.”, mi disse Thomas, prendendomi per mano, “Ma questa è una storia che ti racconterò dopo. Adesso vieni, ti mostro la casa.”
Ehi mitzuky! sono Lucy's Lullaby! Ti ho seguito fino a qui, e how scoperto il nuovo cap . Mi é piaciuto tantissimo!!!
RispondiEliminaHo visto ora il tuo commento perchè me lo segnava come spam! >..< accidenti... Piacere di essermi fatta scoprire! XD
RispondiEliminaCome vedrai ora c'è un nuovo capitolo...
Grazie mille per essere venuta fin qui! =D (tralaltro c'è un altro posto dove pubblico, su EFP... Il link al mio profilo è in qualche post dopo questo XD ma sono "in pari" con i capitoli...)