Se passate di qui, lasciate pure un commento. Potrà essere la base di una profonda conoscenza, o una goccia d'acqua che lentamente scorre e se ne va...
Torno a parlare di musica.
Qualche giorno fa su facebook per vie traverse mi sono trovata ad ascoltare questa canzone...
... E' stupenda. Ne sono rimasta subito stregata.
Trasmette malinconia e dolcezza... E' bellissima.
Senza contare che mi sono innamorata del vestito bianco che appare nel video *--* anche se su di me farebbe un'effetto mongolfiera, temo XD
Beh, che ne pensate? *--*
Stanotte l'ho sognato.
Era un sogno assurdo, strano, del tipo che mio nonno portava me e i miei cugini in montagna, dove in realtà in un albergo doveva diventare un professore e noi stavamo in piedi accanto a lui mentre insegnava e nella classe... Nella classe c'era lui. In effetti, era la sua vecchia classe... E quindi c'era anche lei. E in piedi accanto a noi cugini c'era anche il mio migliore amico, non so perché o.O
Poi, a sorpresa, i miei genitori (che non c'erano neanche prima D=) l'hanno invitato a pranzo da noi... Solo lui! E lui ha accettato! E boh, parlavano un po'... Poi ha tirato fuori delle cartoline... Dove ce n'era anche una mia... Stava per mettersi a parlare con me di quella cosa, facendo lo stronzo, davanti ai miei... L'ho preso e trascinato su di sopra, mi son messa a raccontare la mia versione dei fatti... Compreso il fatto che è passato tanto tempo, che ormai è passato...
E poi basta, mi son svegliata. Non lo sognavo da anni. Anzi, non l'ho MAI sognato. Odiavo sognarlo, odiavo darmi false speranze, il mio cervello lo rifiutava in automatico. Poi stamattina mi sistemo l'orologio sul polso e mi rendo conto di una cosa.
Oggi è il suo compleanno. Il due settembre, il suo compleanno.
Non so che pensare. La mia vita di certo non cambierà per questo, ma non so che pensare, davvero.
Ho trovato solo il fansub spagnolo, ma è la canzone che mi piace un sacco... Anche l'anime è bellissimo, hai sempre le lacrime agli occhi... Lo fanno la domenica mattina su rai 4 (dopo Madoka Magica)... E' la storia di un gruppo di amici d'infanzia che si è disgregato dopo la morte di una loro compagna... Poi si ritrova quando l'ex capo del gruppo si accorge di vedere appunto questa bambina scomparsa, il suo fantasma o quello che è (lui pensa sia un'illusione della sua mente). Lei dice di avere un desiderio e così si danno più o meno da fare per cercare di realizzarlo e farle raggiungere la felicità...
Anche il titolo è molto profondo... Tradotto sarebbe "Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno"... Legato ai ricordi...
PS= la canzone è l'ending... Ma anche l'opening è bellissima, solo che non la trovo full...
Mi ha colpito molto la riflessione che feci, alla sola età di 16 anni, sull'amore... E quindi la voglio riportare qui, per non dimenticarmelo più... Una cosa così vera, semplice e pura... Una cosa della vecchia me, eppure anche della me stessa di ora, una cosa che proviene da un cuore puro senza macchia, una cosa che ha spezzato il cuore puro senza macchia... Una cosa che forse ancora oggi persiste e mi tiene in vita. Una vibrazione...
Che cos'è l'amore? "... Io sono innamorata di un ragazzo... Ho 16anni e sono innamorata da quando ne avevo 13... Certo all'inizio non lo chiamavo amore... Comunque ho scritto tutto una volta su un post, cerca nel mio blog... Amare vuol dire riconoscere e percepire l'essenza dell'altro, la sua anima, ad occhi chiusi. Il mio amore non è ricambiato, eppure ogni giorno cresce. Quando percepisci che la persona che ami è vicina, tutto ciò che fai o che hai attorno si sposta, e scivola su un'altra prospettiva: lui (o lei) diviene il centro... Non senti più gli altri, non li vedi più, guardi solo chi ami, senti la sua voce, il suo odore, e la tua anima si tende per cercare di sfiorare la sua... E' forse questo, l'amore? Credo proprio di sì. E' quando vibri per l'essenza di un altro."
Chattando con Eli, ripensando alle sue parole di qualche post fa (nel suo blog, quello intitolato "Ok...")... Ho voluto andare a cercare il mio vecchio blog, quello da cui dopotutto sono fuggita... Lo sto ancora leggendo... Mi sono commossa, ho riso... Ho trovato una poesia... Due a dir la verità, ma una in particolare, la mia preferita... Era solo per lui, ma ormai non ha più senso... Nulla ha più senso... Ma voglio metterla qua perchè rimane la mia preferita, e così, cendivido un pezzo del mio passato con voi... Il mio nuovo futuro.
Eclissi
Come al tempo di un'eclissi
sono il sole che dà luce
e per un lungo istante
vengo oscurato dalla luna,
la mia segreta amante,
così lontana, così vicina,
in quell'attimo tremante,
che non fa più paura,
i nostri occhi s'incontrano.
Dare luce agli altri non ha più senso,
se non posso vederti, se non posso averti,
aspetterò esitante
un'altra eclissi.
Fa male anche solo ammetterlo, è una bugia bella e buona, anhe se le parole che ti ho detto non sono di certo false.
Ma quello che non sai, quello che non saprai mai, è che sei la brutta copia di un passato che non ritorna, unito al presente che mi sono scelta con un filo sottile che non si spezza, un pensiero talmente brutto che lo nego persino a me stessa.
Cosa penseresti di me se davvero tu sapessi la verità? Con che occhi mi guarderesti la prossima volta che ti parlerei? Nel mio cuore sono chiusi sentimenti andati a male, che non tornano in vita per nessuno, e anche con tutto l'impegno di questo mondo non posso che provarne una pallida eco oramai.
Forse è per questo che traggo così beneficio dall'innamoramento, è una piccola ricompensa di un amore più grande che provavo... Ma è anche per questo che nessun'altra storia può essere vera, è anche per questo che non cederò alla prima tentazione, perchè ormai il mio destino è tracciato...
Concilio tante parti di me discordanti con un patto sottile, un patto che non sono disposta a violare per nessuno, se non per Lui. Nessuna pallida eco mi strapperà da questo. Non sarò molto giusta forse... Non sono per niente giusta nei Tuoi confronti, ma Tu sai, hai saputo dall'inizio e hai imparato ad accettarlo... Un sentimento di affetto profondo ci lega e ci fa andare avanti...
Ma a te, a te che non sai nulla della mia vita passata, posso mentire serenamente, perchè non cadrò in nessun tranello, perchè sono forte e so di farcela, perchè comunque quello che cerco non si cela nel tuo volto. La tua unica sfortuna è un tratto comune col passato... Un solo piccolo tratto di cui ho fatto la mia ossessione... Il mio principio base, il cardine che mi dà serenità...
Non so dirti esattamente se tu mi faccia male o bene, se questo legame mi dà la forza per andare avanti o invece mi trattiene, in ogni caso, non ho intenzione di rinuciarci...
Quindi resta accanto a me, brutta copia di un passato che non ritorna, resta accanto a me con questa piccola grande bugia, accettami per ciò che sono diventata, sebbene tu non ne sappia le cause, sopportami e amami come faresti con un'amica, e non abbandonarmi mai.
Perchè un abbandono ferisce lo stesso anche se a farlo è la brutta copia di un passato che non ritorna...
Oggi sono andata alla festa di compleanno di mio cugino...
Stando un pò con mia cugina e le sue due amiche, ho riscoperto la passione del canto =)
Mi son ricordata di quando da piccola sognavo di diventare una cantante... Di come il mio sogno si sia "infranto" data la mia voce molto "mielosa" (e quindi poco versatile) e sia stato sostituito, crescendo, dal sogno di diventare scrittrice...
Però non sono malaccio come cantante =) certo non sempre sono intonata XD ma anni e anni fa cantavo nel coro della chiesa, ed ero soprana... Questo vuol dire riuscire a fare note acute (anche se non acutissime XD)... Ricordo che riuscivo a cantare un pezzo di una canzone delle T.A.T.U. (ve le ricordate??? Oddio che tempi o.o) che sembrava impossibile ad altri... Se trovo il video ve lo metto XD e se sono in vena (ma devo essere proprio taaaaaaaaaaanto in vena) mi esce qualcosa anche di Leona Lewis (anche lei, ma ve la ricordate? o.o).
Mia cugina mi ha ricordato anche di quando cantavo "Because of you" di Kelly Clarkson... (ora, non so se ho scritto i nomi giusti XD non ho voglia di andare a controllare XD)... Così l'abbiamo cantata tutte insieme da lei XD
Una sua amica ha una voce stupenda o.o lei non sa fare gli acuti, canta in tenore i pezzi troppo alti, però è fantastica o.o
Ecco, vi ho trovato il video delle T.A.T.U. XD il pezzo "impossibile" che cantavo è a 1:58
Intanto... Gustatevi il capitolo tredici ù.ù
Capitolo tredici
“Come stai? Per fortuna avevi la macchina fotografica… E per fortuna aveva il flash!”
Ero sbigottita. Guardavo alternativamente Thomas, che si stava rialzando, e il vecchietto, che continuava a parlare. Nipote? Possibile che lo aveva davvero chiamato nipote? E coma faceva lui a vederlo? Troppe domande si affollavano nella mia mente.
“Scusi… Io non so chi è lei.” Finalmente Thomas aveva parlato, interrompendo l’assurdo monologo che l’altro stava facendo.
“Ah ma è naturale.”, disse il vecchio, e stava per aggiungere qualcosa quando Thomas lo interruppe ancora: “Cioè, credo di avere qualche vago ricordo del suo viso, ma non mi ricordo chi è.”
Il vecchietto tacque di colpo, sembrava terrorizzato. Poi sbottò: “Hai ricordato? Quanto? Come? No… Questa è una tragedia… Povero me… Speriamo che tu abbia ancora abbastanza energia…”
“Energia per fare che?”, chiesi io. D’un tratto il nonnetto sembrò accorgersi della mia presenza.
“Ah! Abbiamo un’altra Eletta. Vi inviterei da me per spiegarvi tutto, me se mio nipote ha ricordato questo non mi pare il momento più opportuno. Dobbiamo sbrigarci, sempre che non sia troppo tardi. Ragazzo, dimmi, quanto hai ricordato?!? E’ importante, più di quel che credi.”
“Solo… Solo il suo viso e una casa bianca.”, rispose Thomas.
“Bene, bene, dovrebbe esserci ancora tempo. Ma dobbiamo sbrigarci! Aspettatemi qui un attimo, vado a prender la macchina. Anzi no, venite con me. Subito! Non vorrei che vi venisse voglia di giocarmi brutti scherzi e ve ne andaste proprio ora, dopo tutta la fatica che ho fatto per trovarvi! Purtroppo non c’è tempo per spiegarvi. Vi dirò qualcosa in macchina. Sbrigatevi!”
Mi chinai per prendere la macchina fotografica, che si era aperta, e mi affrettai a seguire il vecchio, con Thomas alle calcagna. La mia mente era ancora troppo stupita per poter dare agli interrogativi che si poneva una forma concreta. Svoltammo l’angolo della strada e salimmo su una piccola auto color ruggine, che il vecchio impiegò qualche minuto per accendere. Io e Thomas ci sedemmo sul sedile posteriore.
“Signore…”, iniziai, “Signore, credo che ci debba delle spiegazioni.”
“Assolutamente”, iniziò lui, mentre guidavamo diretti non so dove, “Ma non c’è tempo. Ogni minuto potrebbe essere fatale! E io potrei perdere il mio Thomas per sempre.”. A quelle parole mi si strinse lo stomaco,ma il vecchio continuò: “Però qualcosa posso dirvela. E poi tu sei un’Eletta. Ah già, non te l’ho detto, ma se ti sei presa cura tu di mio nipote per tutto questo tempo ti ringrazio. Comunque, vedi, Thomas è un’anima fuoriuscita dal suo corpo.”
“Co… Cosa sarei?”
“Nipote mio, quando rientrerai in te tutto ti sarà più chiaro. Ricorderai. Ora non puoi, credo che tu l’abbia avvertito come sensazione, proprio perché se lo faresti non avresti più abbastanza energia per tornare nel tuo corpo. E’ ancora vivo, e ti aspetta. Se non te ne ricordi, significa che sono stato un buon Maestro.”
“Ma che significa tutto ciò?!?”, esclamai, “Come fa a dire che Thomas è un’anima? E che vuol dire che io sono un’Eletta?!?”
“Mia cara signorina, credo che tu ti sia accorta che sei la sola in grado di vedere mio nipote, o almeno sei una delle poche persone al mondo. Ciò ti rende riconoscibile come Eletta. Ma ti chiarirò questo punto un’altra volta, ora siamo arrivati.”
Il vecchio parcheggiò nel grande parcheggio dell’ospedale. Ci fece scendere, e ci condusse nell’ingresso. Salimmo al terzo piano, dove lui chiese a un’infermiera di poter vedere suo nipote, così entrammo nella stanza numero quattro.
Era una normale stanza d’ospedale, con il tipico letto d’ospedale, su cui però era adagiato un corpo a me molto noto. Capelli neri, lineamenti sottili, pelle bianca ma con chiazze rosate sulle guancie. Gli occhi erano chiusi, ma avrei scommesso che il colore era nero, nero come un pozzo senza fondo. E una flebo, che era attaccata a una vena del braccio e da cui ogni tot cadeva una goccia. Il mio Thomas, l’unico amore della mia vita.
Vederlo lì, così, indifeso e bello come non mai, e nello stesso tempo saperlo accanto a me che guardava la stessa scena mi riempì di un’emozione profonda, intensa, a cui il mio corpo non sapeva come rispondere. Una sola lacrima mi scese sulla guancia, una lacrima che il Thomas in piedi accanto a me vide e che lo convinse - così come convinse me - a fidarsi del racconto del vecchio.
“Cosa devo fare?”, chiese, con un sussurro di voce.
“Entra dentro di te. Usa l’energia che hai preservato per ritrovare il legame con il tuo corpo, e immergiti. Torna da me.”
“E poi… Ricorderò tutto? Anche di queste settimane passate al di fuori di me?”
“Sì, ricorderai. Anche tu sei un Eletto.”
“D’accordo.”
Thomas si avvicinò al suo viso reale. Si girò e mi diede un lieve bacio sulle labbra, poi mise le mani sul cuore del corpo disteso nel letto e chiuse gli occhi. Brillava come non mai, di quella luce blu che gli avevo visto intorno, come un’aura. Poi scomparve.
Non successe niente. Era sparito, ma il corpo nel letto continuava a dormire. Passavano i minuti, e ogni secondo sembrava un’ora per me, per la mia mente confusa, per il mio cuore dolorante. Dentro, ancora l’eco del suo ultimo bacio, leggero, soffice e dolce più del miele.
“Beh, credo che ci metterà un po’. Non è facile sai. Meglio ce ti riaccompagno a casa.”. Il mio corpo rifiutava di muoversi.
“Tornerà?”, sussurrai.
“Sicuramente. Solo ci metterà un po’. Dai, vieni, dimmi dove abiti.”
Lo seguii a malincuore, lasciare quel letto era come lasciare una parte di me. Persino tutti gli interrogativi che mi ero posta fino a due secondi prima sembravano banali ora, di fronte al fatto che Thomas non sarebbe tornato a casa con me, e che avrei rischiato di non vederlo più. Diedi indicazioni sommarie al vecchietto, e quando mi trovai di fronte a casa mia, in procinto di scendere, mi risvegliai dall’apatia che mi aveva preso.
“Mi scusi! Ma io come faccio a sapere quando Thomas si sveglia?!? E dove posso trovare lei?!? Mi deve spiegare ancora un sacco di cose.”
Il vecchietto mi sorrise, aprì il cruscotto e su un pezzo da carta scrisse un indirizzo.
“Sul campanello c’è scritto Alessandro, il mio nome, ma non credo che tu ti possa confondere. Vieni da me appena puoi.”. E se ne andò.
Entrando in casa guardai l’indirizzo: era in un paese vicino, facilmente raggiungibile con la bici. Ma ormai era tardi, i miei erano rientrati ed era escluso che potessi uscire di nuovo. Beh, ci andrò domani dopo la scuola, pensai.
Salii subito in camera, dicendo ai miei che saltavo la cena, e mi fermai solo per prendere un paio di pile nuove dal cassetto della madia. Una volta arrivata in camera mia mi buttai sul letto e cambiai le batterie alla macchina fotografica, che erano uscite nella caduta, e sperai che funzionasse ancora. L’accesi: funzionava. Avevo intenzione di passare tutta la sera a guardare le foto di Thomas, continuando a chiedermi quando l’avrei rivisto, quando l’ultima foto mi distrasse da questi pensieri tristi. Era l’unica foto che Thomas mi avesse fatto, quella dopo la quale era stato male, io avevo avuto una strana sensazione ed era arrivato il vecchietto.
Dietro il mio viso confuso, colto nell’attimo in cui mi stavo girando, spiccavano due figure strane, dal volto arancione, dai capelli azzurri e dai grandi, enormi occhi viola.
Ultimamente mi sono messa a cercare l'anime di Aria... E' un manga bellissimo che ho conosciuto tramite una mia amica di penna... Non ho tutti i volumetti, solo il primo, ma ne lessi un bel pò tramite un'altra mia amica... Peccato che la produzione si sia interrotta in italia.
E' un manga diverso perchè non è la classica storia di amore, o di alieni, o del futuro: è semplice e puro, parla dell'amore della protagonista per il suo sogno di diventare undine... Per farlo lascia la terra per trasferirsi su marte, ora reso abitabile e chiamato Acqua, dove è riprodotta la città di Venezia chiamata Neo Venezia... Circondata da diverse isolette di stampo più giapponese... C'è amicizia, ci sono sorrisi, c'è bellzza d'animo e grande profondità... Mi piace moltissimo!
E la prima cosa che ho notato dell'anime è stata l'opening, seguita dalla ending.
Sono favolose, perfetamente adatte a questo tipo di opera.
Leggere e con quel senso di benessere che ti fa sorridere, e allo stesso tempo malinconiche di una malinconia bella, senza rimpianto. La malinconia che deve aver provato Akari ad abbandonare tutto per inseguire il suo sogno.
Ve le posto, perchè meritano veramente.
Sto male.
Insomma, non fisicamente, e anche per il resto la mia vita procede come sempre...
Però. Però... Mi sento strana. E' come se stessi mettendo in discussione tutta me stessa, i miei sogni, le mie aspirazioni... Il mio futuro. Guardo cose che non vorrei. E scappo di nuovo.
Perchè la fuga è una costante della mia vita? Tutto va bene, ma in realtà, non sono al sicuro in nessun posto.
Ah, come vorrei una storia d'amore da anime! Non perchè la mia sia insoddisfacente. Perchè la storia perfetta è irrealizzabile. Esiste nei sogni e nulla più, e forse per qusto la desidero. Desidero qualcosa di irraggiungibile per me. Desidero strapparmi i sentimenti dal cuore e rinascere in una nuova vita.
Ma non sto forse scappando anche adesso?
C'è chi dice che correndo verso le cose irraggiungibili il mondo si colora. Ma il mio andare oltre con la fantasia e il mio restare con i piedi per terra nella realtà, non sono forse una contraddizione? Un desiderio di fuga profonda, ancorata a terra dalla responsabilità, col terrore nel cuore? E responsabilità verso chi, infondo?
Sarebbe bello poter rispondere semplicemente a sè stessi. Se mutassi il corso delle cose, ferirei sicuramente qualcuno. E non è detto che il cambiamento mi porti la vera felicità.
Alla fine, ho cambiato già più di una volta... Momenti di serenità passeggeri e nulla più. A questo ha portato il mio chiudermi in me stessa.
Sto pagando ancora. Non riesco a parlarne, perchè ho paura. Di non essere compresa, di essere evitata, del male che causerei. Di potermi fare ancora più male. Cosa sono alla fine i miei amici per me? Mi diverto, mi faccio regalare quei momenti di istantanea ed effimera felicità.
Nel profondo del cuore, sono ancora sola. Ferma a quel giorno, mentre mi dico "lo sentirò la prossima volta". Sicuramente ci sarà una prossima volta. E allora starò meglio e peggio insieme.
I miei desideri sono incoerenti. Anche se fosse possibile tornare indietro o andare avanti... Non cambierebbe nulla. Resterei sempre lì in piedi, in attesa, come sono ora e come sono stata.
Fuggire ancora? Il problema non posso più affrontarlo. Il problema non esiste, nè per mè nè per chi mi sta accanto. Ma mi sento costantemente come se gli stessi scappando.
E' davvero acqua tra le dita quella che sento. L'essenza di una cosa importante che mi sfugge e che non posso trattenere. Gli errori e le vittorie, le gioie, le sconfitte, e il mio dolore. Un cuore che si stringe. L'origine non c'è più... E' un fiume che ho perso mentre correvo con quest'acqua in mano. La volevo portare con me, e invece è scivolata. Tra le mie dita come lacrime rimane solo il rimpianto di non averla saputa afferrare.
Vi auguro con tutto il cuore di non soffrire mai per amore. Non ammalatevi... E' una malattia che non si può vincere.
Per quanti anni possano passare, per quanti passi si facciano in avanti, per quanto io corra verso il futoro, dimentichi visi, nomi, luoghi... Basta un niente. Una canzone, un profumo, delle sillabe sussurrate al vento.
E lì capisci che non sei guarita e che non guarirai mai.
Non so perchè succeda. Non so se succede solo con determinati tipi di amore. Non so se può variare da persona a persona, e in questo caso perchè sia capitato proprio a me.
Ma fa male.
Pensavo che il peggio fosse passato. Pensavo che sul momento facesse più male, che col tempo sarebbe migliorato, che era questione di ore, giorni, mesi.
Pensavo che ne sarei uscita. Non è così.
E quando succede, quando il dolore è così forte da mozzarti il respiro e da farti desiderare di poterti strappare il cuore con le mani, allora capisci che è una battaglia che hai già perso in partenza. Che il dolore fa impazzire, che non è colpa del sonno, dell'estate o degli ormoni se sono così, che è quel male che ti condiziona sempre e per sempre, che per quanto tu ti sforzi di non pensarci, dimenticare, è tutto inutile.
Mi sento così. Sto fuggendo da tutti ma il sole è abbagliante. Devo sorridere ancora ed ancora, ma le mie gambe corrono verso una destinazione impossibile, e dentro di me, sto ancora scappando da quei giorni.
Questo è stato il capitolo del libro e la parte di ogni film che più mi è piaciuta T.T
E' commovente ogni volta che lo vedo sento una gran pena per quel grand'uomo che è Severus Piton... Ovviamente il film non potrà mai essere come il libro ma in un certo senso vedere il dolore e la perdita dal vivo sulla faccia di Piton... E' stato.. Devastante... T.T
Però non viene approfondito molto bene il fatto che Lily da piccola considerava James un arrogante, e ha continuato a pensarla così almeno fino al quinto anno quando lei e Sev hanno litigato... Difatti hanno iniziato ad uscire insieme solo alla fine del settimo anno...
Per me anche Lily si era innamorata di Severus... Ma nn condivideva le sue scelte di vita e per questo è dovuta andare oltre... Ma Severus... T.T se solo fosse stato meno testardo... Beh, Harry non esisterebbe o.O
In ogni caso, sono sempre una fan di Lily & Severus. Per il mio personalissimo modo di vedere, Lily non ha mai amato James, o perlomeno era un amore diverso, erano piccoli momenti di gioia a costo di un grande amore perduto, e ovviamete questo vuoto solo Harry è riuscito a colmarlo almeno in parte. Lily, dopo aver perso Severus, non ha potuto far altro che amare suo figlio più di ogni altra cosa, molto più di James stesso...
E secondo me, Lily e Severus sono rinati in una nuova vita, per stare finalmente insieme e trovare la felicità che si meritavano. Sempre secondo me, Lily è rinata come Lily Potter, del tutto simile alla nonna, tranne per gli occhi. E Severus è rinato come Severus Prince, nipote del fratello di Eileen Prince, madre del "vero" Piton. E pure lui, del tutto simile a se stesso, a parte gli occhi, color azzurri, e la casa di Hogwarts, Grifondoro.
Ok ok, la mia fantasia corre troppo. Corre al punto da... No no XD meglio che mi fermi qui XD
Ma sarebbe davvero un epilogo stupendo per questo grande amore *-*
Ultimamente mi sento così. Come se corressi e corressi, eppure quello che voglio si allontana sempre di più. Irraggiungibile.
E fa male. Fa male pensarci, fa male scappare, perchè sono scappata troppo ormai, ma non ci si può voltare indietro, ed io mi sento ancora così vicina... E voglio correre più lontano, dopo che tutto ciò che faccio non mi allontana abbastanza, e sento di volermene andare via da tutto, ma qui c'è il mio futuro e il mio passato, ed io sono bloccata. E' irraggiungibile ciò che è davanti a me così come ciò che è rimasto alle mie spalle.
So che scappare non è la soluzione, non è la soluzione migliore nè la più nobile, ma sono un animale ferito che si trascina nel bosco, timoroso di tutto e di tutti, che cerca di contare solo sulle sue forze. Ma ho paura che così facendo morirò. Morirò bloccata in questo tempo senza età, senza aver fatto niente e nel frattempo congelata e nell'impossibilità di fare niente.
A volta mi sembra tutta una presa in giro, come se stessi recitando una parte, io che non sono più io. Ma mi sono autoimposta questo purgatorio, e non posso farci niente, Forse sono debole. Forse dopotutto non sono forte come pensavo, e ora tutte le lacrime che avrei dovuto versare, le urla che avrei dovuto gridare e le persone che avrei dovuto picchiare, forse tutto questo ora preme in me ed io sto implodendo.
La felicità è ormai così per me. Una pallida eco di ciò che dovrebbe essere. Irraggiungibile.
Vorrei tornare indietro, perchè ho capito cosa ho perso.
Quella luce negli occhi blu, che mi facevano vedere il mondo diverso...
La magia intorno a me, la forma delle cose.
Un'amore sincero e puro, la forza del sole dopo le tenebre della notte.
Vorrei tornare bambina per scoprirmi già grande, in un modo diverso, da come sono ora e da come mi sarei aspettata.
Ho vissuto la morte del cuore, e questo mi ha cambiata, ma nonostante tutto a volte penso che potrei essere ancora quello che sognavo, ma vorrei che fosse naturale, e che non dovessi sforzarmi mai...
Vorrei tornare indietro per rifare tutto uguale, o per cambiare invece qualcosa di fondamentale; ma non perdere la luce, la cosa più importante, spalancare le mie ali e volare sempre più distante...