Stanotte l'ho sognato.
Era un sogno assurdo, strano, del tipo che mio nonno portava me e i miei cugini in montagna, dove in realtà in un albergo doveva diventare un professore e noi stavamo in piedi accanto a lui mentre insegnava e nella classe... Nella classe c'era lui. In effetti, era la sua vecchia classe... E quindi c'era anche lei. E in piedi accanto a noi cugini c'era anche il mio migliore amico, non so perché o.O
Poi, a sorpresa, i miei genitori (che non c'erano neanche prima D=) l'hanno invitato a pranzo da noi... Solo lui! E lui ha accettato! E boh, parlavano un po'... Poi ha tirato fuori delle cartoline... Dove ce n'era anche una mia... Stava per mettersi a parlare con me di quella cosa, facendo lo stronzo, davanti ai miei... L'ho preso e trascinato su di sopra, mi son messa a raccontare la mia versione dei fatti... Compreso il fatto che è passato tanto tempo, che ormai è passato...
E poi basta, mi son svegliata. Non lo sognavo da anni. Anzi, non l'ho MAI sognato. Odiavo sognarlo, odiavo darmi false speranze, il mio cervello lo rifiutava in automatico. Poi stamattina mi sistemo l'orologio sul polso e mi rendo conto di una cosa.
Oggi è il suo compleanno. Il due settembre, il suo compleanno.
Non so che pensare. La mia vita di certo non cambierà per questo, ma non so che pensare, davvero.
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domenica 2 settembre 2012
giovedì 19 luglio 2012
Fine degli esami @.@ e capitolo ventitreesimo u.u
Bene, sono tornata! =D
Gli esami fanno male ragazzuoli, molto male =..= è da aprile che non ho una pausa, gli ultimi due saranno andati da schifo, non m'importa... Ora ho tutto agosto per fare vacanza, qualcosa come 5 settimane! =D ne ho proprio bisogno, credo che me le prenderò TUTTE per me...
Che altro dire? Sono esausta... Però vedrò di pubblicare più velocemente... Magari ce la faremo a finire questa storia prima del rientro a scuola no? =D (per me rientro in università XD)
Bene, direi che mi prendo qualche giorno di pausa e poi forse torno a scrivere qualcosa d'intelligente qua XD Intanto sappiate che sono viva! =D
E ora buona lettura u.u
Capitolo ventitre
Gli esami fanno male ragazzuoli, molto male =..= è da aprile che non ho una pausa, gli ultimi due saranno andati da schifo, non m'importa... Ora ho tutto agosto per fare vacanza, qualcosa come 5 settimane! =D ne ho proprio bisogno, credo che me le prenderò TUTTE per me...
Che altro dire? Sono esausta... Però vedrò di pubblicare più velocemente... Magari ce la faremo a finire questa storia prima del rientro a scuola no? =D (per me rientro in università XD)
Bene, direi che mi prendo qualche giorno di pausa e poi forse torno a scrivere qualcosa d'intelligente qua XD Intanto sappiate che sono viva! =D
E ora buona lettura u.u
Capitolo ventitre
Il venerdì successivo ci trovammo
tutti a casa del nonno di Thomas. Roberto, Erica e Lorenzo si presentarono ad
Alessandro, che fu ben felice di accoglierli come nuovo allievi, e discussero
di nuovo sulla Gemma Blu. Nel corso della settimana ero riuscita quasi del
tutto a farmi passare il malumore, anche se ogni tanto una fitta di dolore mi
percorreva lo stomaco.
“Ma quali sarebbero di preciso le
proprietà della Gemma Blu?” chiese
Erica, lo sguardo penetrante fisso su Alessandro da dietro gli occhiali.
“Nessuno lo sa. La storia della
Gemma Blu si è persa nel tempo e ai giorni nostri rimangono solo frammenti di
vecchie leggende… A quanto pare potrebbe dare un corpo ai Predatori, come ho
già detto.”
“E chi l’ha creata questa pietra?
E come ha fatto a metterla in un luogo al di là del tempo e dello spazio?”
intervenne Lorenzo, in genere silenzioso.
“Ahimè, chi può dirlo? Non siamo
nemmeno sicuri che quel che si dice sulla pietra sia vero. Potrebbe benissimo
non esistere ed essere solo una leggenda, oppure potrebbe esistere ma non si
riuscirebbe ad evocare neanche con tutta l’energia che intendono accumulare i
Predatori. Non sappiamo niente di certo.”
“Ma come hanno fatto a sapere i
Predatori dell’esistenza di questa pietra?”
“Ah, purtroppo questa è una
storia molto triste. Quando i Predatori hanno cominciato a comportarsi in modo
anomalo noi Maestri ci siamo riuniti per capire cosa stava succedendo. E’ stata
quella settimana in cui t’ho lasciato a casa da solo Thom, ricordi? Comunque,
ci siamo incontrati nel nostro rifugio, che non sono tenuto a rivelare, per
discuterne. E’ stato allora che abbiamo scoperto il tradimento. Uno dei maestri
più giovani, Dario, aveva svelato l’esistenza della Gemma Blu ai Predatori.”
“Ma perché?” chiesi, incuriosita.
Alessandro s’incupì.
“Siamo stati incauti. Incauti ed
orgogliosi del potere che avevamo, della Vista, che ci distingueva dagli altri
esseri umani. Nel corso del tempo ci siamo trovati e riuniti, io, Giorgio,
Elena e Sabrina. Ci credevamo speciali e superiori e questo, ahimè, ci ha resi
ciechi. Dopo aver passato anni a studiare il nostro potere ci sentivamo ancora
insoddisfatti e abbiamo pensato, a ragione, che non fossimo soli. Allora ci
siamo dati alla ricerca ed al reclutamento di nuovi Eletti, persone speciali,
come noi! Ci siamo dati l’appellativo di Maestri ed il compito di istruire i
nuovi Difensori. Conoscevo il vostro Maestro, il tuo prozio: l’aveva scoperto
Giorgio. Ma lui era infinitamente migliore di noi: umile, non pretendeva di
farsi chiamare Maestro e presto non volle più avere a che fare con noi. Non voleva
allievi, e credo che vi abbia trovato per caso. Alla fine Sabrina trovò Dario.
Era così intelligente, così appassionato alla nostra natura e al nostro dono… E
soprattutto era affascinato dai Predatori. Mentre noi ci preoccupavamo solo di
trovare un modo per sconfiggerli, lui iniziò a studiarli e ad interagire con loro.
Cambiò, ma fu un cambiamento impercettibile ed inspiegabile e noi non ce ne accorgemmo.
Si accanì ancora di più sullo studio della sua natura e di quella dei
Predatori. Ci chiese, nonostante la sua giovane età, di essere ammesso a far
parte dei Maestri, per essere messo al corrente dei segreti che custodivamo
gelosamente, come la scoperta degli scritti riguardanti la Gemma Blu. Fummo
ingenui, perché accogliemmo la sua richiesta. E, dopo averlo messo a parte dei
nostri segreti, ci tradì. All’inizio non capimmo, non sapevamo come fosse
possibile che i Predatori, da creature pacifiche quali erano, si erano messi ad
uccidere. Ad un certo punto pensavamo di essere stati noi la causa, con la
nostra arroganza, visto che volevamo essere superiori a loro. La verità venne a
galla solo in una fredda serata di febbraio, mentre Sabrina e Dario tornavano a
casa. Vennero attaccati, e Sabrina fece per difendersi, ma Dario glielo impedì.
Si erano appena congedati da Giorgio, che sentì l’urlo della donna e corse a
vedere, con la pila in mano, pronto a farla scattare. Lì vide che Dario parlava
dolcemente con una di loro, una Predatrice, e dalle sue parole capì che i due
erano innamorati. Già, per questo Dario ci aveva traditi: voleva dare un corpo
alla sua bella, incurante di tutte le vittime che questo avrebbe comportato. Ma
ovviamente la sua bella non poteva fare tutto da sola, così si confidò alla sua
gente, diede loro la speranza di veder realizzato il più grande sogno della sua
specie e questo ha portato a tutto ciò.”
“E poi, che è successo a Dario?”
“Beh, Giorgio aspetto che la sua
bella se ne fosse andata. Non poteva rischiare di farsi vedere: lui era vecchio
e stanco mentre Dario era giovane e forte; inoltre aveva l’appoggio della
Predatrice. Una volta assicuratosi che Dario e Sabrina erano rimasti soli si
avvicinò correndo. Disse di aver sentito delle urla e Dario rispose che erano
stati attaccati e che lui s’era salvato per miracolo. Una volta di fronte a noi
altri maestri, però, fu costretto a confessare. Dopo qualche giorno dei
Predatori attaccarono Dario. Il suo corpo è ancora all’ospedale, in come, ma
non siamo mai riusciti a ritrovare la sua anima. Forse è fuggito con la sua
bella: magari ora che sono fatti della stessa materia riescono a stare insieme
senza interferenze. Sabrina invece sta bene, si è risvegliata – siamo riusciti
a trovarla – ma è molto scossa dopo aver saputo che è stato il suo prediletto a
tradirci. Da allora si è rinchiusa in casa e non vuole né vedere né sentire più
nessuno, nonostante i nostri tentativi di parlare con lei.”
“Ma perché Dario è stato
attaccato? Insomma… Lui aveva rivelato il segreto ai Predatori, inoltre aveva
una storia con una di loro, quindi perché attaccarlo?”
“Possiamo fare solo supposizioni.
Credo che la sua bella non sia stata lì, altrimenti l’avrebbe protetto. La voce
della Gemma Blu si è diffusa nella sua razza e ai più non importava sapere da dove
venisse. Credo che i Predatori abbiano capito che noi Eletti siamo gli unici a
potergli tenere testa quindi, se ne hanno l’occasione, ci attaccano.”
Distolsi lo sguardo da Alessandro
mentre la conversazione continuava. Pensavo a Dario e al suo amore. Era poi
così sbagliato quello che aveva fatto? Certo, vedendo le conseguenze. Ma era un
uomo innamorato, e lo capivo. Quando ancora non sapevo cosa fosse Thomas, non
avevo forse anch’io pregato di scoprirlo, per poter fare in modo che diventasse
come me? Per poterlo stringere, baciare; per poterlo amare senza freni. Senza
dover apparire sola, agli occhi degli altri.
No, non avrei giudicato male
questo Dario. Ora potevamo solo opporci, fare i conti con le conseguenza del
suo gesto, ma sapevo una cosa: all’amore non si può resistere e lui si era
aggrappato con tutte le sue forze all’unico modo che aveva scoperto per poter
amare davvero la sua bella.
venerdì 22 luglio 2011
Inquietudine, Capitolo otto
C'è stato un momento l'altra sera, mentre parlavo con Riccardo nel buio sotto le coperte, che il mio cuore ha sussultato ancora. Mi sono sentita mancare il fiato per un secondo e i miei occhi pungevano mentre frenavo un improvviso accesso di lacrime. Non so come sia potuto succedere. Non so come sia bastato un alito di vento per riportare tutto in cima. Una parola sussurrata nella notte e un uragano è esploso.
Ci ho messo un secondo, un secondo lungo e sconvolgente, e l'ho ricacciato indietro. Ho fatto un respiro profondo e il mare è tornato calmo. Ma una domanda, la solita domanda, si è fatta strada fra i battiti del mio cuore accellerato dalla paura, e ancora non trovo una risposta: perché?
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Ci ho messo un secondo, un secondo lungo e sconvolgente, e l'ho ricacciato indietro. Ho fatto un respiro profondo e il mare è tornato calmo. Ma una domanda, la solita domanda, si è fatta strada fra i battiti del mio cuore accellerato dalla paura, e ancora non trovo una risposta: perché?
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Capitolo otto
Il lunedì successivo il senso d’inquietudine non m’aveva ancora abbandonato del tutto, ma cercai di non badarci. Thomas si comportava come al solito, ovvero standomi vicinissimo, e soltanto tratti un’ombra attraversava il suo volto, facendo capire quanto la mia paura lo avesse turbato.
Tuttavia, dopo cena, appena mi fui stesa sul letto di camera mia, si avvicinò e mi disse: “C’è qualcosa che non va.”
Subito scattai a sedere. “Cosa?”, chiesi.
“Non lo so…”
“Cosa ti turba, Thomas?”. I miei sentimenti si agitarono confusi, mentre si girava a fissarmi intensamente con i suoi occhi scuri come pozzi.
“Sento… Un forte pericolo. Di più non so.”
“Forse… Forse stai iniziando a ricordare, non trovi?”
“Non lo so.”. Si sedette sul bordo del letto, senza smettere di guardarmi. “Però una cosa la so. Devo, anzi, voglio proteggerti.”
Non sapevo cosa dire. Restammo così, a fissarci, per qualche minuto, poi mi risdraiai incrociando le braccia sotto la testa. Probabilmente a un certo punto mi addormentai, persa nei miei pensieri, ma al mattino un’unica domanda mi sembrava davvero importante: perché vuole proteggermi?
Tuttavia, non gli chiesi niente e mi limitai a far passare il tempo normalmente.
Sabato, però, successe qualcosa di strano. Mi ero appena alzata e mi stavo preparando per un’altra noiosissima giornata di scuola quando, tornando in camera per vestirmi, trovai Thomas accasciato sul letto.
“Thomas! Che succede?!?”, domandai, con il cuore in gola. Prima ancora che potessi avvicinarmi, però, si rialzò e mi rispose: “Niente, niente.”
Accadde più o meno la stessa cosa anche nei giorni seguenti. Io ero molto preoccupata, ma Thomas non voleva dirmi niente, sembrava ancora più pallido del solito e l’ombra sul suo viso era diventata fissa. Credevo di non farcela. Il mio cuore non poteva sopportare il fatto che non mi parlasse di quello che gli stava capitando, ma più di tutto non riusciva ad accettare che stesse male.
Perché sì, stava male.
“Thomas, per favore, devi dirmelo. Non capisci che sono preoccupata per te?!?”, gli chiesi per l’ennesima volta.
“Non ho niente, sto bene…”
“Tu menti!”
“Giulia.”. Mi fissò negli occhi con una forza tale da scombussolarmi il cuore. “Non ho idea di cosa mi stia succedendo. Io… Sento che i miei ricordi stanno tornando…”
“Stai per capire chi sei?”. Ero ammutolita.
“No! Non posso ricordare!”
“Ma perché?”, chiesi con un filo di voce.
“Non lo so! Io non lo so! Seguo solo il mio istinto!”
Da quel giorno in poi lo lasciai in pace. Forse capì che non volevo affrontare più l’argomento e lo apprezzò, perché iniziammo a comportarci come se niente fosse. Ma io ero sempre più preoccupata, e lui sempre più teso.
Ovviamente i miei amici notarono subito che qualcosa non andava.
“Giulia ma dove sei con la testa?”, mi chiese Luca per l’ennesima volta, venerdì a scuola.
“Scusa. Che succede?”
“Ma non ti sei accorta che il Durpi ha mollato? Il prof di geografia l’ha appena ripreso davanti a tutta la classe; guarda: stanno ancora ridendo. E tu che fai? Fissi inebetita la lavagna. Se almeno ci fosse scritto qualcosa… Ma dove sei in questi giorni?”
Come al solito, incassai senza rispondere. Che potevo dire? Che il ragazzo-fantasma che amavo aveva improvvisi svenimenti dati da ricordi latenti che riemergevano ma che lui sentiva di non dover far emergere? Non volevo di certo finire al manicomio.
Ma Luca era quello che mi dava meno problemi. Chiara e Lucia, le mie amiche per la pelle da un vita, non si accontentavano delle mie risposte evasive. E quando appioppai loro la debole scusa dei ‘compiti che oramai erano diventati una pila enorme e insostenibile’, Lucia mi rispose: “Non cercare di darcela a bere. Ho chiesto a Luca, e lui sostiene che questo è un periodo morto… Tradotto, non hai niente da fare. No, qui c’entra qualcos’alto… Ti sta andando male con il tipo che ti piace?”
“No, Lucy. Non c’è nessuno che mi piace di conseguenza non mi sta andando male niente.”. L’unico motivo per cui le mie guance non si arrossarono e mi tradirono era perché stavo osservando preoccupata Thomas, dall’altro lato del tavolo, che portava una mano alla fronte socchiudendo gli occhi.
“E’ Eric! Dimmi la verità!”, insistette Lucia, seguendo il mio sguardo. Ovviamente, non poteva vedere Thomas, così i suoi occhi arrivarono ad un giovane biondino seduto dall’altra parte del locale, che aveva frequentato le medie insieme a noi ma con il quale non c’era mai stato un gran rapporto. Era il classico biondo-occhi-azzurri, a cui tutte morivano dietro e che faceva il cascamorto con tutte. Decisamente, non il mio tipo.
“No, Lu… Devo andare in bagno.”, finsi, alzandomi.
Non mi credette, e dovetti passare il resto del sabato e tutta la domenica a farle cambiare idea.
Fortunatamente, Chiara mi aiutò annunciando che finalmente aveva trovato lavoro. Così la domenica sera uscimmo tutte per festeggiare. Andammo al solito bar, meglio di niente, e Chiara ci raccontò tutto: “Mio padre è amico di un’amica che ha una sorella che ha questo bar. Niente di che, una ragazza è rimasta a casa perché aspetta un bambino e devono sostituirla. Mi ha detto che mi prende in prova e che domani alle otto devo essere da lei. Ha già un’altra ragazza in prova, fra due settimane ci fa sapere chi prende… Lo so, non è un granché, ma si lavora da lunedì a venerdì e anche la paga è buona…”
“Ma è grandioso invece!”, la incoraggiai. Era grandioso davvero, così i suoi non si sarebbero più lamentati. Io personalmente non li capivo; è vero che Chiara aveva smesso di studiare ma era sempre lei ad occuparsi della casa, pranzo e cena compresi. L’unica cosa che non faceva era la lavatrice, perché non era in grado. Ma non mi dimenticherò mai quella sera che ero a casa sua e sua madre stava cucinando (per la prima volta da anni a quella parte) e ha chiesto a Chiara: “Ma dov’è l’olio?? Perché è finito e non me l’hai detto??”. Cioè, io non so manco dov’è l’olio che ho in casa, se finisce la bottiglia che sta sul banco della cucina. E’ mia madre la regina dei fornelli… Il fatto che una madre non sappia queste cose basilari mi sconvolge.
“Sìì! Finalmente Chia! Hai già pensato a cosa ti comprerai con tutti quei soldi??? Ho visto una collana in centro che è stupenda, d’argento poi…”.
Ecco, adesso non le capivo più. Ma ero io a essere anormale o loro? Non concepivo come si potessero spendere dei soldi per delle cose così inutili. Dopo un po’ una collana smetti anche di metterla… Se ne passa a una più bella ecc… Non che non avessi gusto. Ma preferivo la bigiotteria classica, economica, che resisteva giusto il tempo che durava la tua infatuazione per quel particolare modello di gioiello. Ma stavolta, niente repliche. Ero contenta che la discussione si fosse spostata in un terreno più sicuro, e la aiutavo a prosperare.
Tornai a casa che erano solo le nove e mezza: visto che il giorno dopo Chiara iniziava a lavorare doveva andare a letto presto.
Mi sdraiai piano sul letto, mentre Thomas si sedeva accanto a me.
“Fammi spazio.”, mi sussurrò, come io poco tempo fa, tenendosi la testa. Mi spostai per farlo sdraiare, e poi, spinta da non so quale impulso incontrollabile, gli appoggiai una mano sulla guancia. Il mio cuore esplose, divenni rossissima e mi sforzai di respirare normalmente, trattenendo le farfalle nel mio stomaco. Lui aprì gli occhi, lentamente.
Restammo così, a guardarci, mentre sentivo la sua pelle sotto il mio palmo, finché non mi addormentai.
mercoledì 25 maggio 2011
Anna, quarto capitolo
Ieri sono andata a trovare la mia nipotina Anna ^_^
E' bellissima! Non si può fare a meno di amarla. E' paffutosa. Per me somiglia al papà, ma con le labbra e il mento della mamma... Ma purtroppo non posso mettere foto, visto che non ho chiesto ai genitori ^^"
L'ho presa in braccio... E' stata una grande emozione. Non capitvo se ero felice o triste, pien di gioia o di dolore, gelosa o profondamente abbandonata... Penso che ci metterò un pò a capire.
Ora posto il capitolo... Per la gioia della mia affezionata lettrice Elena ^_^"
E' bellissima! Non si può fare a meno di amarla. E' paffutosa. Per me somiglia al papà, ma con le labbra e il mento della mamma... Ma purtroppo non posso mettere foto, visto che non ho chiesto ai genitori ^^"
L'ho presa in braccio... E' stata una grande emozione. Non capitvo se ero felice o triste, pien di gioia o di dolore, gelosa o profondamente abbandonata... Penso che ci metterò un pò a capire.
Ora posto il capitolo... Per la gioia della mia affezionata lettrice Elena ^_^"
Capitolo quattro
Quella sera arrivai ultima a bowling, ma non me ne preoccupai. Ovviamente, la mia testa era piena d’altro; però riuscii comunque a vincere tre pupazzi alle macchinette.
“Tu sei un genio, davvero, non so come fai” disse Lucia, mentre afferrava la mucca blu che le porgevo.
“Ehi! La mucca la voglio io, tu prendi la papera!”. Mentre loro due si contendevano i peluches, mi venne un’improvvisa voglia di andare a casa: sentivo che stavo per crollare, una notte insonne non era un buon punto di partenza per restare sveglia fino a tardi. Fortunatamente il padre di Chiara arrivò dopo mezz’ora.
Mi trascinai fino al mio letto e mi ci lasciai cadere, esausta.
Il giorno dopo mi svegliai alle undici: un record, visto che in genere non riuscivo a stare a letto dopo le nove.
“Eri proprio stanca, eh? Le discussioni notturne non fanno per te.” mi prese in giro Thomas.
“Me ne sono resa conto” biascicai, dirigendomi verso il bagno. Possibile che la domenica mattina dovessi alzarmi così disastrata?!? Mi chiesi guardando la ragazza-panda che mi fissava assonnata dallo specchio. E’ solo perché il sabato sera mi trucco e quando torno a casa sono troppo stanca per struccarmi, mi dissi.
Dopo essermi sistemata e aver pranzato tornai in camera con il proposito di passare una giornata-relax ascoltando la radio con Thomas, ma una pila enorme di compiti mi aspettava sulla scrivania.
Gemetti mentre iniziavo a fare matematica, e Thomas mi si sedette accanto per aiutarmi.
Dopo due ore avevo finito tutto, e mi avviai decisa verso il letto con il telecomando dello stereo in mano. Non riuscii neppure ad accenderlo che Chiara e Lucia piombarono nella mia camera.
“Cosa ci fate qui??” chiesi, stupita e seccata.
“Siamo venute a rapirti! E’ domenica, non puoi stare in casa.” disse Lucia.
“Ha ragione” aggiunse Chiara, “Inoltre la nuova discoteca ha appena aperto! Non puoi mancare!”.
“Quale?”, esclamai stupita.
Le mie due migliori amiche si lanciarono un’occhiata rassegnata, mentre Thomas stava cercando di non ridere.
“Quella di cui abbiamo parlato fino all’infinità durante tutti i lavori di ristrutturazione del locale…”.
“Ah. Già. Giusto. Ma chi ci porta??” chiesi, mentre fissavo Thomas che ormai si rotolava dalle risate.
“C’è giù mio padre.” mi rispose Lucia, “Forza, cambiati!”.
Intanto Chiara mi aveva buttato addosso una maglietta e dei pantaloni, e Thomas se n’era andato al piano di sotto per lasciarmi vestire in pace.
Scoprii che avevano ragione loro: avevo bisogno di muovermi e ballare; dopo tutte quelle ore china sui libri il mio corpo sembrava carico di energia repressa che consumai tutta ballando.
Chiara aveva trovato una sua ex compagna di scuola e aveva scoperto che si era trovata un ragazzo, così passò tutto il tempo con loro (e soprattutto con i loro amici) e io mi detti alla pazza gioia con Lucia, dato che era felicemente fidanzata, superinnamorata e senza alcuna voglia di tradire il suo ragazzo andando alla ricerca di altre compagnie.
“Allora, come va con Andrea?” le chiesi mentre eravamo in bagno.
“Oh, stupendamente!” mi rispose, con gli occhi accesi come tutte le volte che parlavamo di lui.
“Beh, ci sono novità?”.
“Oh, sì! L’altro giorno è venuto a casa mia per la prima volta! Cioè… Non è riuscito a entrare, ma abbiamo fatto su e giù con l’ascensore…”. Lucia abitava in un condominio, e i suoi genitori non erano molto favorevoli al suo ragazzo.
“Oh, no! Lucia, Lucia, ti prego, dimmi che ci sono anche le scale per salire in casa tua…”.
“Ma certo che ci sono… Eh eh eh…”.
“Che succede?” chiese Chiara, che era appena entrata, vedendo l’espressione disgustata sul mio viso.
“Oh, stavo solo raccontando a Giu che Andrea è venuto a trovarmi e abbiamo fatto su e giù con l’ascensore…”.
“Ma Lucia! Sei la solita sporcacciona! Adesso come facciamo a venire a trovarti?!?”.
“Ragazze! Come siete maliziose…”.
Le lanciammo un’occhiataccia.
“Oh, d’accordo, un angolino è rimasto… In fondo a destra… Lì non ci siamo neppure sfiorati…”.
“Comunque sia, io prenderò le scale”.
“Concordo.” aggiunse Chiara.
E tornammo a ballare.
Arrivai a casa la sera, esausta, e trovai Thomas sdraiato sul mio letto con il mio mp3 nelle orecchie.
“Fammi spazio” sussurrai, ma lui dovette avermi sentito perché aprì un occhio e si spostò leggermente.
Mi buttai letteralmente sulla mia parte di letto, ringraziando di possederne uno a una piazza e mezzo. Thomas aveva spento l’mp3 e si girò a guardarmi.
“Ballato tanto eh? Sembri morta”.
“Mmmh.” fu la mia geniale risposta. Poi mi girai a guardarlo, mentre anche lui mi fissava, finché non sprofondai nell’incoscienza e mi addormentai.
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mercoledì 27 aprile 2011
Racconto di Pasquetta, e sentimenti in subbuglio
Iniziamo con le cose allegre u.u
La mail di Calendula mi ha dato lo spunto, quindi perchè non scrivere?
Per Pasquetta siamo andati, io, Riccardo, Luigina, Giuliao Meravigliao e altra gente XD a Montisola, al Lago d'Iseo.
Che dire, se non che è stato estremamente divertente? u.u =)
Le partite a solo, il sole la mattina, le pallonate degli asciugamani vicini al nostro, le quaqua e i cigni, la contemplazione del lago, il traghetto e "questa notte parte una tetta tetta tetta tetta una teeeettaa", la quiche e l'uovo di Pasqua e la gomma a forma di cane..
E ora passiamo ai sentimenti in subbuglio. Ebbene sì, sono gelosa. Gelosa di mia "cognata", del fatto che fra meno di due settimane avrà un bimbo, anzi peggio, una bimba. Non so perchè ma tutti in questo periodo stanno avendo/hanno avuto una bellissima femminuccia, che è esattamente ciò che desidero io. So che adesso non me lo posso permettere ecc ecc e quindi paziento, però... C'è un'altra cosa da dire. Il 14 maggio è l'anniversario mio e di Riccardo. E ovviamente sarà la nostra futura data di matrimonio nel caso in cui ci dovessimo sposare. Quindi, se si azzarda a nascere quel giorno... In teoria il giorno programmato è il 9, e spero per lei che ci nasca. Il 14 è solo mio e di Riccardo è.é
Nel frattempo mi sento in colpa per ciò che provo. Sento che non potrei detestare la piccola Anna, nè tantomeno la madre, e le ho confezionato una bella bavaglina ricamata =3 e non vedo l'ora di fare la zia, anche se non essendo direttamente nella famiglia non so quante occasioni mi capiteranno di farla... E anche questo non sapere se e quanto potrò vedere la bimba mi rende triste =/
Nello stesso momento, se quando verrà il mio turno uscirà il maschietto, dopo tutte queste femminucce, credo che impazzirei è.é io voglio la femmina, una piccola Selene tutta da coccolare.
Quindi devo dire che sono leggermente confusa @.@
La mail di Calendula mi ha dato lo spunto, quindi perchè non scrivere?
Per Pasquetta siamo andati, io, Riccardo, Luigina, Giuliao Meravigliao e altra gente XD a Montisola, al Lago d'Iseo.
Che dire, se non che è stato estremamente divertente? u.u =)
Le partite a solo, il sole la mattina, le pallonate degli asciugamani vicini al nostro, le quaqua e i cigni, la contemplazione del lago, il traghetto e "questa notte parte una tetta tetta tetta tetta una teeeettaa", la quiche e l'uovo di Pasqua e la gomma a forma di cane..
E ora passiamo ai sentimenti in subbuglio. Ebbene sì, sono gelosa. Gelosa di mia "cognata", del fatto che fra meno di due settimane avrà un bimbo, anzi peggio, una bimba. Non so perchè ma tutti in questo periodo stanno avendo/hanno avuto una bellissima femminuccia, che è esattamente ciò che desidero io. So che adesso non me lo posso permettere ecc ecc e quindi paziento, però... C'è un'altra cosa da dire. Il 14 maggio è l'anniversario mio e di Riccardo. E ovviamente sarà la nostra futura data di matrimonio nel caso in cui ci dovessimo sposare. Quindi, se si azzarda a nascere quel giorno... In teoria il giorno programmato è il 9, e spero per lei che ci nasca. Il 14 è solo mio e di Riccardo è.é
Nel frattempo mi sento in colpa per ciò che provo. Sento che non potrei detestare la piccola Anna, nè tantomeno la madre, e le ho confezionato una bella bavaglina ricamata =3 e non vedo l'ora di fare la zia, anche se non essendo direttamente nella famiglia non so quante occasioni mi capiteranno di farla... E anche questo non sapere se e quanto potrò vedere la bimba mi rende triste =/
Nello stesso momento, se quando verrà il mio turno uscirà il maschietto, dopo tutte queste femminucce, credo che impazzirei è.é io voglio la femmina, una piccola Selene tutta da coccolare.
Quindi devo dire che sono leggermente confusa @.@
mercoledì 11 agosto 2010
Un pò meglio e un pò peggio
Con Riccardo va tutto bene. E' passato il periodo buio...
Però. Ora ci si mettono i miei genitori.
Forse sono troppo esigente? Mi sento un'estranea in casa mia. Per tutti i vari lavoretti ci sono... Raccogli le mele, pulisci di sopra, aiuta tuo fratello con i compiti... E la mattina, quando fanno colazione tutti insieme, io non ci sono mai. Perchè tanto io non voglio mai fare colazione con loro.
Non è la colazione in sè. E' il senso di famiglia che mi manca...
Però. Ora ci si mettono i miei genitori.
Forse sono troppo esigente? Mi sento un'estranea in casa mia. Per tutti i vari lavoretti ci sono... Raccogli le mele, pulisci di sopra, aiuta tuo fratello con i compiti... E la mattina, quando fanno colazione tutti insieme, io non ci sono mai. Perchè tanto io non voglio mai fare colazione con loro.
Non è la colazione in sè. E' il senso di famiglia che mi manca...
giovedì 5 agosto 2010
Momento di crisi
Si può davvero smettere di amare?
L'altro giorno il mio cuore ribolliva ancora di lui. E' ormai un anno e quasi tre mesi che sto con Riccardo e il mio cuore ribolliva per lui. E' tutta colpa di quando l'ho rivisto, alla festa...
Ma ormai ho scelto la mia strada. Ormai è Riccardo quello che voglio.ho progetti. Ho un futuro con lui. Sento di amarlo... E allora perchè succede questo???
Poi ultimamnete siamo un pò in crisi, anche se non lo dico a nessuno. Dov'è finita la sua dolcezza? Il suo voler stare con me? Prima mi diceva: non me ne voglio andare; ora mi dice: devo tornare a casa.
Ma che succede???
L'altro giorno il mio cuore ribolliva ancora di lui. E' ormai un anno e quasi tre mesi che sto con Riccardo e il mio cuore ribolliva per lui. E' tutta colpa di quando l'ho rivisto, alla festa...
Ma ormai ho scelto la mia strada. Ormai è Riccardo quello che voglio.ho progetti. Ho un futuro con lui. Sento di amarlo... E allora perchè succede questo???
Poi ultimamnete siamo un pò in crisi, anche se non lo dico a nessuno. Dov'è finita la sua dolcezza? Il suo voler stare con me? Prima mi diceva: non me ne voglio andare; ora mi dice: devo tornare a casa.
Ma che succede???
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