Se passate di qui, lasciate pure un commento. Potrà essere la base di una profonda conoscenza, o una goccia d'acqua che lentamente scorre e se ne va...
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venerdì 3 febbraio 2012

Imbolc

E con quell'inquietudine nel cuore mi sono resa conto che ancora non mi ero fermata a pensare alla Festa della Luce, e così nel sole morente sono uscita e mi sono sdraiata nel gelo della neve...
E guardando il cielo imbrunire ho pensato di essere impura e che ognuno di noi dovrebbe volare nel cielo, sempre più in alto, fin dentro l'essenza delle nuvole per purificarsi con il freddo...
E mentre il freddo mi dominava, ho pensato che la luce torna dopo il buio e che non c'è buio senza luce e che per essere una buona strega bisogna immergersi in entrambi...
E ho pensato all'albero che muore e rinasce, e ho pensato al suo profilo inquietante a Samhain e alla sua fresca ombra d'estate...
E ho pensato di diventare una buona insegnate e mi sono resa conto di essere ancora un'allieva, di dovermi ritagliare del tempo per imparare ancora e ancora, leggere e scoprire e festeggiare per capire appieno la vita e creare delle tradizioni...
E mentre ero immersa nella neve ho sentito la Madre Terra pulsare e all'improvviso la mia anima s'è sciolta, l'energia l'ha travolta e gli Spiriti della Neva mi hanno invaso, e non era più il mio respiro quello nel petto ma il suo, ed io giravo nel vortice d'energia e il calore se n'è andato e mi sono sentita piena, piena come non mai di nuovo spirto, e la mia anima s'è ricomposta ed ho capito di essere rinata...
E sono rinata come la luce dalle tenebre e poi tornerò di nuovo tenebra come le stagioni passano e tornano gli inverni, ma stavolta saprò raccoglierne la bellezza e imparerò...
E la luce tornerà di nuovo a trovarmi alla fine.
A Imbolc, sono rinata anuova vita.

martedì 25 ottobre 2011

La bellezza di una vita lenta passata d inseguire i propri sogni...

Ultimamente mi sono messa a cercare l'anime di Aria... E' un manga bellissimo che ho conosciuto tramite una mia amica di penna... Non ho tutti i volumetti, solo il primo, ma ne lessi un bel pò tramite un'altra mia amica... Peccato che la produzione si sia interrotta in italia.
E' un manga diverso perchè non è la classica storia di amore, o di alieni, o del futuro: è semplice e puro, parla dell'amore della protagonista per il suo sogno di diventare undine... Per farlo lascia la terra per trasferirsi su marte, ora reso abitabile e chiamato Acqua, dove è riprodotta la città di Venezia chiamata Neo Venezia... Circondata da diverse isolette di stampo più giapponese... C'è amicizia, ci sono sorrisi, c'è bellzza d'animo e grande profondità... Mi piace moltissimo!
E la prima cosa che ho notato dell'anime è stata l'opening, seguita dalla ending.
Sono favolose, perfetamente adatte a questo tipo di opera.
Leggere e con quel senso di benessere che ti fa sorridere, e allo stesso tempo malinconiche di una malinconia bella, senza rimpianto. La malinconia che deve aver provato Akari ad abbandonare tutto per inseguire il suo sogno.
Ve le posto, perchè meritano veramente.


venerdì 17 giugno 2011

Today


Ecco a te Elena, come promesso...

Sciogliti nella dolcezza di queste note...
Mi sono state di grande conforto quando la via sembrava perduta,
donate da un amico caro come un diamante, eppure scuro all'interno
come carbone non ancora trasformato, o come gemma
che conserva ancora la sua anima.
Danza sulla superfice liscia e fresca dell'acqua,
passando da un fuoco che non brucia,
attraversando foreste rigogliose e verdi,
per lanciarti nel cielo profumanto d'estate
verso la volta celeste profonda e immutata.
La Luna e le stelle proteggano il tuo cammino
ed il sole arda nei tuoi occhi della luce più pura.

giovedì 26 maggio 2011

Vorrei tornare bambina

Vorrei tornare indietro, perchè ho capito cosa ho perso.
Quella luce negli occhi blu, che mi facevano vedere il mondo diverso...
La magia intorno a me, la forma delle cose.
Un'amore sincero e puro, la forza del sole dopo le tenebre della notte.
Vorrei tornare bambina per scoprirmi già grande, in un modo diverso, da come sono ora e da come mi sarei aspettata.
Ho vissuto la morte del cuore, e questo mi ha cambiata, ma nonostante tutto a volte penso che potrei essere ancora quello che sognavo, ma vorrei che fosse naturale, e che non dovessi sforzarmi mai...
Vorrei tornare indietro per rifare tutto uguale, o per cambiare invece qualcosa di fondamentale; ma non perdere la luce, la cosa più importante, spalancare le mie ali e volare sempre più distante...

mercoledì 25 maggio 2011

Anna, quarto capitolo

Ieri sono andata a trovare la mia nipotina Anna ^_^
E' bellissima! Non si può fare a meno di amarla. E' paffutosa. Per me somiglia al papà, ma con le labbra e il mento della mamma... Ma purtroppo non posso mettere foto, visto che non ho chiesto ai genitori ^^"
L'ho presa in braccio... E' stata una grande emozione. Non capitvo se ero felice o triste, pien di gioia o di dolore, gelosa o profondamente abbandonata... Penso che ci metterò un pò a capire.

Ora posto il capitolo... Per la gioia della mia affezionata lettrice Elena ^_^"


Capitolo quattro

Quella sera arrivai ultima a bowling, ma non me ne preoccupai. Ovviamente, la mia testa era piena d’altro; però riuscii comunque a vincere tre pupazzi alle macchinette.
“Tu sei un genio, davvero, non so come fai” disse Lucia, mentre afferrava la mucca blu che le porgevo.
“Ehi! La mucca la voglio io, tu prendi la papera!”. Mentre loro due si contendevano i peluches, mi venne un’improvvisa voglia di andare a casa: sentivo che stavo per crollare, una notte insonne non era un buon punto di partenza per restare sveglia fino a tardi. Fortunatamente il padre di Chiara arrivò dopo mezz’ora.
Mi trascinai fino al mio letto e mi ci lasciai cadere, esausta.
Il giorno dopo mi svegliai alle undici: un record, visto che in genere non riuscivo a stare a letto dopo le nove.
“Eri proprio stanca, eh? Le discussioni notturne non fanno per te.” mi prese in giro Thomas.
“Me ne sono resa conto” biascicai, dirigendomi verso il bagno. Possibile che la domenica mattina dovessi alzarmi così disastrata?!? Mi chiesi guardando la ragazza-panda che mi fissava assonnata dallo specchio. E’ solo perché il sabato sera mi trucco e quando torno a casa sono troppo stanca per struccarmi, mi dissi.
Dopo essermi sistemata e aver pranzato tornai in camera con il proposito di passare una giornata-relax ascoltando la radio con Thomas, ma una pila enorme di compiti mi aspettava sulla scrivania.
Gemetti mentre iniziavo a fare matematica, e Thomas mi si sedette accanto per aiutarmi.
Dopo due ore avevo finito tutto, e mi avviai decisa verso il letto con il telecomando dello stereo in mano. Non riuscii neppure ad accenderlo che Chiara e Lucia piombarono nella mia camera.
“Cosa ci fate qui??” chiesi, stupita e seccata.
“Siamo venute a rapirti! E’ domenica, non puoi stare in casa.” disse Lucia.
“Ha ragione” aggiunse Chiara, “Inoltre la nuova discoteca ha appena aperto! Non puoi mancare!”.
“Quale?”, esclamai stupita.
Le mie due migliori amiche si lanciarono un’occhiata  rassegnata, mentre Thomas stava cercando di non ridere.
“Quella di cui abbiamo parlato fino all’infinità durante tutti i lavori di ristrutturazione del locale…”.
“Ah. Già. Giusto. Ma chi ci porta??” chiesi, mentre fissavo Thomas che ormai si rotolava dalle risate.
“C’è giù mio padre.” mi rispose Lucia, “Forza, cambiati!”.
Intanto Chiara mi aveva buttato addosso una maglietta e dei pantaloni, e Thomas se n’era andato al piano di sotto per lasciarmi vestire in pace.
Scoprii che avevano ragione loro: avevo bisogno di muovermi e ballare; dopo tutte quelle ore china sui libri il mio corpo sembrava carico di energia repressa che consumai tutta ballando.
Chiara aveva trovato una sua ex compagna di scuola e aveva scoperto che si era trovata un ragazzo, così passò tutto il tempo con loro (e soprattutto con i loro amici) e io mi detti alla pazza gioia con Lucia, dato che era felicemente fidanzata, superinnamorata e senza alcuna voglia di tradire il suo ragazzo andando alla ricerca di altre compagnie.
“Allora, come va con Andrea?” le chiesi mentre eravamo in bagno.
“Oh, stupendamente!” mi rispose, con gli occhi accesi come tutte le volte che parlavamo di lui.
“Beh, ci sono novità?”.
“Oh, sì! L’altro giorno è venuto a casa mia per la prima volta! Cioè… Non è riuscito a entrare, ma abbiamo fatto su e giù con l’ascensore…”. Lucia abitava in un condominio, e i suoi genitori non erano molto favorevoli al suo ragazzo.
“Oh, no! Lucia, Lucia, ti prego, dimmi che ci sono anche le scale per salire in casa tua…”.
“Ma certo che ci sono… Eh eh eh…”.
“Che succede?” chiese Chiara, che era appena entrata, vedendo l’espressione disgustata sul mio viso.
“Oh, stavo solo raccontando a Giu che Andrea è venuto a trovarmi e abbiamo fatto su e giù con l’ascensore…”.
“Ma Lucia! Sei la solita sporcacciona! Adesso come facciamo a venire a trovarti?!?”.
“Ragazze! Come siete maliziose…”.
Le lanciammo un’occhiataccia.
“Oh, d’accordo, un angolino è rimasto… In fondo a destra… Lì non ci siamo neppure sfiorati…”.
“Comunque sia, io prenderò le scale”.
“Concordo.” aggiunse Chiara.
E tornammo a ballare.
Arrivai a casa la sera, esausta, e trovai Thomas sdraiato sul mio letto con il mio mp3 nelle orecchie.
“Fammi spazio” sussurrai, ma lui dovette avermi sentito perché aprì un occhio e si spostò leggermente.
Mi buttai letteralmente sulla mia parte di letto, ringraziando di possederne uno a una piazza e mezzo. Thomas aveva spento l’mp3 e si girò a guardarmi.
“Ballato tanto eh? Sembri morta”.
“Mmmh.” fu la mia geniale risposta. Poi mi girai a guardarlo, mentre anche lui mi fissava, finché non sprofondai nell’incoscienza e mi addormentai.

lunedì 23 maggio 2011

Mare, terzo capitolo

Ed eccomi dopo due giorni di mare con una scottatura alla schiena a scrivere dal divano del salotto...
Iniziamo raccontando =)
Siam partiti alle 4mezza del mattino XD e per le 8mezza eravamo arrivati... Mentre mettevamo la tenda abbiam visto uno scoiattolino *.* =D ho fatto delle foto ma era in alto sull'albero e non si vede -.- il campeggio comunque bellissimo, in mezzo verde, mi sentivo benissimo... Al mare mi sono buttata nell'acqua fredda e ho dimenticato tutte le preoccupazioni, e la sofferenza, ho nuotato felice e ho raccolto le conchiglie, avevo paura di pestare un granchio... Ho preso il sole, a mezzogiorno ho mangiato tagliolini con salmone gamberetti e pomodorini, pomeriggio ancora mare e sole e piscina... Sera pizza e fritto misto, passeggiata nel campeggio, nel buio della sera, e dormire sentendo il canto degli uccellini... E la routine ripetuta, mare e sole e piscina e insalatone e gelato a pranzo... Ho lasciato il campeggio con il dolore nel cuore per quella natura incontaminata e calda, il conforto che m'ha dato in questi giorni, abbiam fatto tre ore di coda e non ne potevo più, siamo arrivati a casa a mezzanotte e mi sono buttata a letto...
Ne è valsa la pena però e lo rifarei... Mi ci voleva, ho staccato un pò, e ora si torna alla solita vita...

Ma ora, passiamo al terzo capitolo della mia storia XD


Capitolo tre

Il primo giorno di scuola. In genere mi piaceva, ma non quest’anno. Volevo solo starmene a letto a riflettere su quello che mi era successo.
Suonò la campanella, e mi avviai stancamente verso l’aula.
Come al solito, Luca mi aveva tenuto il posto. Sospirai, non me lo sarei mai levato di torno. Beh, dopotutto la sua compagnia era piacevole.
Alla prima ora avevamo inglese, una nuova professoressa, che i miei compagni già si divertivano ad imitare e prendere in giro. Effettivamente era buffa, faceva strane smorfie mentre parlava. Ma la mia mente era altrove, precisamente a casa; chissà cosa avrebbe fatto Thomas tutta la mattina… Alla fine ieri avevamo deciso che sarebbe rimasto a casa mia, visto che a quanto pare io ero il suo unico collegamento con il resto del mondo. Sospirai, volevo rivederlo. Ciò non era un bene, ma ogni volta che stavo con lui i miei sensi si acutizzavano, percepivo più chiaramente quello che avevo intorno, mi sembrava di respirare di più.
Scacciai questi pensieri parlando un po’ con Luca. Era a metà della descrizione della sua gita in montagna che disse: “Giulia, che hai? Sembri distratta”.
“Niente, niente”. Mi sa che non se l’era bevuta, mi guardava dubbioso.
“Ho sentito Lucia poco fa, l’ho incontrata all’ingresso… Allora, com’è il libro che ti hanno regalato?”.
“Oh! A dir la verità non ho ancora iniziato a leggerlo”.
“Ah”. Adesso sembrava spaventato. Pure lui sapeva che non resistevo davanti a un libro.
“E’ che ho avuto da fare… Sai, compiti arretrati e cose in casa…”.
Le mie scuse si persero nel suono della campanella.

Quando finalmente tornai a casa ero esausta. Avevo fatto solo quattro ore, ma a furia di distrarmi mi era venuto un mal di testa terribile. Presi un’aspirina; Thomas mi stava aspettando in cucina.
“Che hai?” mi chiese, vedendomi armeggiare con la scatola della medicina.
“Mal di testa”.
“Giornata pesante?”.
“Non particolarmente”.
“E allora perché hai il mal di testa?”.
“… Credo di aver pensato troppo”.
La sua risata mi fece girare. Oddio, che bello che era…
“Tua madre ti ha fatto la pasta al pesto”.
“Oh, sì, grazie”.
“Mica devi ringraziare me!”.
“Già, giusto. Beh, buon appetito. Ne vuoi un po’?”.
“No. Io non mangio”.
“Mmmmh, dopo appuntiamocelo. Potrebbe essere utile.” scherzai.
Passammo il pomeriggio ad ascoltare la radio in camera mia. Il mal di testa se n’era andato da un po’; anzi direi che era scomparso una volta tornata a casa.
Mi resi conto che era tardi solo quando mia mamma -che non avevo neanche sentito arrivare- mi urlò: “Giulia!! La cena!!”.
Scesi a cenare con la mia famiglia, per tornare in camera mia un attimo dopo.
“Che velocità… Ti stanno antipatici i tuoi per caso?” mi chiese Thomas, vedendomi arrivare.
“Oh, no”.
“Perché non mi parli un po’ di te e della tua famiglia, stasera?”.
“Beh, che vuoi sapere?”.
“Tu dimmi quello che ti viene in mente”.
“Allora… Mi chiamo Giulia, mia mamma si chiama Alice e mio papà Roberto. Sono figlia unica, ho diciassette anni appena compiuti e non ho animali domestici. Questo è tutto quello che mi viene in mente al momento”.
“Bene. Direi che può bastare, per adesso”.

Passai tutta la settimana a preoccuparmi per Thomas mentre ero a scuola, stare con lui tutto il pomeriggio e addormentarmi la sera mentre mi guardava, seduto alla mia scrivania. Avevo anche scoperto che non dormiva mai. Per far contenta Lucia e Chiara mi ero anche messa a leggere il libro che mi avevano regalato. La storia era affascinante, mi prendeva tantissimo, arrivando persino a commuovermi. Una sera Thomas mi trovò in camera mia con le lacrime agli occhi, e preoccupato mi chiese: “Cosa c’è? Cos’è successo?”.
“Oh Thomas.” avevo risposto, “Il loro amore è così grande… Così grande…”.
Dopo avermi visto in quello stato anche lui prese a leggere il libro, di notte, mentre dormivo. Lo finimmo praticamente insieme, venerdì. Quella sera la passammo a discutere sulla storia: “Per me quel tizio è un po’ troppo possessivo. E quella tipa fa un po’ troppo la vittima”.
“E’ stupendo invece!” ribattei io. Continuammo così tutta la notte, e sabato mi svegliai con l’intenzione di prendere il seguito. Assolutamente, doveva essere mio.
Sabato mattina mi avviai in classe stanchissima.
Luca, che già aveva notato che ero strana, mi squadrò più preoccupato del solito e disse: “Che cos’hai?”.
“Oh, niente. Ieri sera non ho dormito molto”.
“Quindi stasera non vai al bowling con Chiara e Lucia?”.
“Certo che ci vado. Non sarà mica un po’ di stanchezza a fermarmi”.
“Bene. Vinci anche per me, mi raccomando!”.
“Si sì”.
La lezione era iniziata. Aspettai impaziente la fine della giornata.