Si apre male, molto male quest'anno.
Non ho neanche le parole per descriverlo, ma va male tutto: famiglia (è morto mio nonno), amici (da cambiare assolutamente), persino le "cazzate" (è morto pure Alan Rickman, e Severus è sempre stato il mio pg preferito).
Al lavoro sono sempre qui. Con una busta paga più bassa in rapporto alla paga oraria e nessun orario fisso (non che comunque questo sia un lavoro stimolante, eh).
L'unica cosa che continuo a fare, cocciuta, è scrivere. Per cercare di dare alla luce il mio libro e portare avanti il mio progetto. Procedo piano ma procedo. E non vedo l'ora di finire per dedicarmi alla revisione; per iniziare a fare qualcosa che mi porti più vicino alla meta. Se non avessi il mio sogno non saprei come andare avanti.
In conclusione, bel 2016 di merda.
Se il resto dell'anno non prosegue più che ottimamente, richiedo i danni a qualcuno. Non è possibile aver già accumulato così tanto karma negativo.
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sabato 23 gennaio 2016
martedì 28 agosto 2012
Sono tornata dalle vacanze domenica, e ha iniziato a farmi male un dente... Il solito, quello che ne ha passate di ogni -.-" a quanto pare si è rotta la radice, e ha fatto infezione: ho mezza faccia deformata e fa malissimo, o almeno, oggi va meglio di ieri... Ieri sera sono dovuta andare persino al pronto soccorso dal male -.-" ora riprende a dar fastidio, accidenti... Sta svanendo l'effetto dell'oki... E poi devo prendere l'antibiotico... E poi mi farà non so cosa il dentista, che ballas...
Cooomunque, in ferie mi sono divertita moltissimo u.u L'albergo faceva schifo .-. però ero con i miei amici e il moroso, a due passi dal mare... Mi sono divertita tantissimo =)
Vi lascio con il nuovo capitolo della Gemma Blu, mi scoccia fare un resoconto dettagliato (e il dolore non lo permetterebbe -.-")
Buona lettura! =D
Cooomunque, in ferie mi sono divertita moltissimo u.u L'albergo faceva schifo .-. però ero con i miei amici e il moroso, a due passi dal mare... Mi sono divertita tantissimo =)
Vi lascio con il nuovo capitolo della Gemma Blu, mi scoccia fare un resoconto dettagliato (e il dolore non lo permetterebbe -.-")
Buona lettura! =D
Capitolo ventisette
Come avevo sospettato la scuola
mi buttò subito a terra. La cosa più fastidiosa era che Lucia mi assillava per
sapere cos’avevamo fatto io e Thomas dopo la festa, ed io non avevo nessuna
intenzione di tradire il nostro segreto. Non so quanto fosse convinta della mia
smielata sulla bellezza di dormire insieme, ma non ci badai. Mi vergognavo
persino a pensare a ciò che avevamo fatto: non perché fosse brutto ma perché
era una cosa talmente imbarazzante che mi pareva che la gente attorno a me
potesse capire che stavo facendo pensieri impuri. Forse ero un po’ paranoica.
Nel frattempo seppi da Chiara che
la festa aveva contribuito a farle conoscere meglio Roberto.
“Domani sera ci vediamo, non è
fantastico?” mi disse esultante per telefono, mentre facevo una pausa dallo
studio “Io sono convinta che siamo fatti l’uno per l’altra. Abbiamo parlato
molto sai, ed abbiamo in comune gli stessi interessi. Anche lui adora
divertirsi con gli amici.”
“Beh mi fa molto piacere per voi…
Naturalmente mi devi far sapere come andrà la serata. Ora stacco, devo finire
di studiare inglese… Ed è una materia che non sopporto. Ci sentiamo!”
Passai il resto della giornata
sui libri, ma non studiai poi molto. Thomas continuava a mandarmi sms dolci e
passionali, che mi mandavano fuori fase per almeno un quarto d’ora ogni volta
dopo averli ricevuti. Ora capivo come mai Lucia si esaltasse tanto…
Il resto della settimana passò
senza interessanti novità, tranne i resoconti frettolosi e telefonici di Chiara
sulla sua uscita con Roberto. A quanto pare i due andavano molto d’accordo.
Erano andati a bere una cioccolata calda in un bar abbastanza rinomato, e
Chiara si era trovata molto bene. Sabato non potei uscire con lei e Lucia
perché dovevo andare dal mio ragazzo, quindi il racconto dettagliato me
l’avrebbe fatto in seguito. Era tutta la settimana che non vedevo Thomas ed ero
stranamente agitata.
Arrivai a casa sua verso le
quattro. Prima ancora che suonassi il campanello vidi la porta spalancarsi e
Thomas venirmi incontro: stava osservando dalla finestra per vedere quando
sarei arrivata. Mi abbracciò come la prima volta dopo il suo risveglio dal
coma: intenso, caloroso, disperato. Il suo bisogno di me era pari solo al mio
bisogno di lui, e ricambiai l’abbraccio. Il baciò che seguì fu ancora più
forte, bollente; una luce scintillante d’amore nel momento della sua maggiore
intensità.
“Ehi… Vedo che ti sono mancata
eh?” chiesi sottovoce, i nostri nasi che si toccavano. L’aria di dicembre era
fredda attorno a noi, ma dentro di me ribolliva il fuoco.
“Non sai quanto cuciòlina mia.”
Purtroppo la prima parte della
giornata fu dedicata all’addestramento. Ormai ero diventata abbastanza esperta
nell’uso della pila-portachiavi, quello che mi mancava però era la capacità di
reazione all’imprevisto. Così Thomas cercava di cogliermi di sorpresa.
Finalmente, parecchi infarti
sfiorati dopo, finimmo l’esercitazione. Mi buttai pesantemente sul letto del
mio amore mentre lui sistemava qualcosa sulla scrivania, per poi raggiungermi e
donarmi la mia dose settimanale di coccole. Per la serata aveva noleggiato un
film, fantasy perché lo sapeva il mio genere preferito, e di lì a breve avremmo
ordinato le pizze. Si prospettava una serata magnifica.
Appena arrivarono le pizze – io
avevo ordinato una semplice margherita, per evitare che mi rimanesse sullo
stomaco – Alessandro ci comunicò che sarebbe uscito di casa.
“E dove vai?” gli chiese Thomas.
“Cerca di fare meno domande
ragazzo. Vado dove mi pare.”
Fu con un brivido lungo la
schiena che mi resi conto che eravamo di nuovo solo in casa, come il sabato
precedente. Lo stomaco mi si chiuse perché le farfalle al suo interno
iniziarono ad agitarsi. Mangiai solo metà pizza, sforzandomi.
Poi venne il turno del film. Mi
sistemai fra le braccia del mio amore, sul divano in soggiorno. Sentivo una
strana elettricità pervadermi, elettricità che mi rendeva irrequieta. Avvertii
una certa tensione anche in Thomas.
Durammo solo quindici minuti
dall’inizio del film. La nostra voglia di noi prese il sopravvento e ad un
certo punto il mio ragazzo non ce la fece più: mi prese in braccio e mi portò
di sopra. Non ci furono bisogno di parole, né tantomeno il mio cervello sarebbe
riuscito a metterne in fila due di senso compiuto. La magia della prima volta
si ripeté ancora. Quando, alla fine dell’espressione del nostro amore fisico,
alzai lo sguardo, vidi il suo viso a pochi centimetri dal mio.
“Ti amo” mi sussurrò.
“Ti amo anch’io” gli risposi.
“Ma c’è di più.”
“Di più?”
“Di più. Tu sei la mia droga, il
mio sole, l’aria che respiro, quel pizzico di vivacità in più… Sei la mia linfa
vitale.”
I miei occhi si riempirono di
lacrime. “Lo sai vero?” gli dissi “Che tutto questo vale anche per me nei tuoi
confronti?”.
“Lo so. E’ per questo che ti amo
da impazzire”.
lunedì 27 febbraio 2012
Un'altra persona così
Mi chiedo perchè abbia dovuto scoprirlo così, o perchè comunque abbia dovuto scoprirlo e basta.
Cioè... Non può esserci un'altra persona, eppure c'è, e non lo credevo possibile... Un'altra persona che può ferirmi, e riferirmi, e riferirmi ancora... E io posso provare a cancellarla dalla mia vita, e c'ho provato, e l'ho fatto, e sono sicura di averla cancellata, e poi... E poi scopro che se la rivedo, quando la rivedo, non sono in grado di volerle male, non sono in grado di ostentare indifferenza, non sono in grado di mantenere fede alla mia promessa di escluderla dalla mia vita.
E' un'altra persona che può ferirmi a piacimento senza subirne le conseguenze, e questo non lo posso sopportare.
Non dopo che ci ha praticamente consegnato la pala per scavarci la fossa da sole. Non dopo che comunque lui ha deciso di cancellare noi, me, dalla sua vita.
Non un'altra volta, vi prego.
Cioè... Non può esserci un'altra persona, eppure c'è, e non lo credevo possibile... Un'altra persona che può ferirmi, e riferirmi, e riferirmi ancora... E io posso provare a cancellarla dalla mia vita, e c'ho provato, e l'ho fatto, e sono sicura di averla cancellata, e poi... E poi scopro che se la rivedo, quando la rivedo, non sono in grado di volerle male, non sono in grado di ostentare indifferenza, non sono in grado di mantenere fede alla mia promessa di escluderla dalla mia vita.
E' un'altra persona che può ferirmi a piacimento senza subirne le conseguenze, e questo non lo posso sopportare.
Non dopo che ci ha praticamente consegnato la pala per scavarci la fossa da sole. Non dopo che comunque lui ha deciso di cancellare noi, me, dalla sua vita.
Non un'altra volta, vi prego.
giovedì 29 settembre 2011
Come acqua tra le dita
Sto male.
Insomma, non fisicamente, e anche per il resto la mia vita procede come sempre...
Però. Però... Mi sento strana. E' come se stessi mettendo in discussione tutta me stessa, i miei sogni, le mie aspirazioni... Il mio futuro. Guardo cose che non vorrei. E scappo di nuovo.
Perchè la fuga è una costante della mia vita? Tutto va bene, ma in realtà, non sono al sicuro in nessun posto.
Ah, come vorrei una storia d'amore da anime! Non perchè la mia sia insoddisfacente. Perchè la storia perfetta è irrealizzabile. Esiste nei sogni e nulla più, e forse per qusto la desidero. Desidero qualcosa di irraggiungibile per me. Desidero strapparmi i sentimenti dal cuore e rinascere in una nuova vita.
Ma non sto forse scappando anche adesso?
C'è chi dice che correndo verso le cose irraggiungibili il mondo si colora. Ma il mio andare oltre con la fantasia e il mio restare con i piedi per terra nella realtà, non sono forse una contraddizione? Un desiderio di fuga profonda, ancorata a terra dalla responsabilità, col terrore nel cuore? E responsabilità verso chi, infondo?
Sarebbe bello poter rispondere semplicemente a sè stessi. Se mutassi il corso delle cose, ferirei sicuramente qualcuno. E non è detto che il cambiamento mi porti la vera felicità.
Alla fine, ho cambiato già più di una volta... Momenti di serenità passeggeri e nulla più. A questo ha portato il mio chiudermi in me stessa.
Sto pagando ancora. Non riesco a parlarne, perchè ho paura. Di non essere compresa, di essere evitata, del male che causerei. Di potermi fare ancora più male. Cosa sono alla fine i miei amici per me? Mi diverto, mi faccio regalare quei momenti di istantanea ed effimera felicità.
Nel profondo del cuore, sono ancora sola. Ferma a quel giorno, mentre mi dico "lo sentirò la prossima volta". Sicuramente ci sarà una prossima volta. E allora starò meglio e peggio insieme.
I miei desideri sono incoerenti. Anche se fosse possibile tornare indietro o andare avanti... Non cambierebbe nulla. Resterei sempre lì in piedi, in attesa, come sono ora e come sono stata.
Fuggire ancora? Il problema non posso più affrontarlo. Il problema non esiste, nè per mè nè per chi mi sta accanto. Ma mi sento costantemente come se gli stessi scappando.
E' davvero acqua tra le dita quella che sento. L'essenza di una cosa importante che mi sfugge e che non posso trattenere. Gli errori e le vittorie, le gioie, le sconfitte, e il mio dolore. Un cuore che si stringe. L'origine non c'è più... E' un fiume che ho perso mentre correvo con quest'acqua in mano. La volevo portare con me, e invece è scivolata. Tra le mie dita come lacrime rimane solo il rimpianto di non averla saputa afferrare.
Insomma, non fisicamente, e anche per il resto la mia vita procede come sempre...
Però. Però... Mi sento strana. E' come se stessi mettendo in discussione tutta me stessa, i miei sogni, le mie aspirazioni... Il mio futuro. Guardo cose che non vorrei. E scappo di nuovo.
Perchè la fuga è una costante della mia vita? Tutto va bene, ma in realtà, non sono al sicuro in nessun posto.
Ah, come vorrei una storia d'amore da anime! Non perchè la mia sia insoddisfacente. Perchè la storia perfetta è irrealizzabile. Esiste nei sogni e nulla più, e forse per qusto la desidero. Desidero qualcosa di irraggiungibile per me. Desidero strapparmi i sentimenti dal cuore e rinascere in una nuova vita.
Ma non sto forse scappando anche adesso?
C'è chi dice che correndo verso le cose irraggiungibili il mondo si colora. Ma il mio andare oltre con la fantasia e il mio restare con i piedi per terra nella realtà, non sono forse una contraddizione? Un desiderio di fuga profonda, ancorata a terra dalla responsabilità, col terrore nel cuore? E responsabilità verso chi, infondo?
Sarebbe bello poter rispondere semplicemente a sè stessi. Se mutassi il corso delle cose, ferirei sicuramente qualcuno. E non è detto che il cambiamento mi porti la vera felicità.
Alla fine, ho cambiato già più di una volta... Momenti di serenità passeggeri e nulla più. A questo ha portato il mio chiudermi in me stessa.
Sto pagando ancora. Non riesco a parlarne, perchè ho paura. Di non essere compresa, di essere evitata, del male che causerei. Di potermi fare ancora più male. Cosa sono alla fine i miei amici per me? Mi diverto, mi faccio regalare quei momenti di istantanea ed effimera felicità.
Nel profondo del cuore, sono ancora sola. Ferma a quel giorno, mentre mi dico "lo sentirò la prossima volta". Sicuramente ci sarà una prossima volta. E allora starò meglio e peggio insieme.
I miei desideri sono incoerenti. Anche se fosse possibile tornare indietro o andare avanti... Non cambierebbe nulla. Resterei sempre lì in piedi, in attesa, come sono ora e come sono stata.
Fuggire ancora? Il problema non posso più affrontarlo. Il problema non esiste, nè per mè nè per chi mi sta accanto. Ma mi sento costantemente come se gli stessi scappando.
E' davvero acqua tra le dita quella che sento. L'essenza di una cosa importante che mi sfugge e che non posso trattenere. Gli errori e le vittorie, le gioie, le sconfitte, e il mio dolore. Un cuore che si stringe. L'origine non c'è più... E' un fiume che ho perso mentre correvo con quest'acqua in mano. La volevo portare con me, e invece è scivolata. Tra le mie dita come lacrime rimane solo il rimpianto di non averla saputa afferrare.
lunedì 1 agosto 2011
Non ammalatevi mai d'amore...
Vi auguro con tutto il cuore di non soffrire mai per amore. Non ammalatevi... E' una malattia che non si può vincere.
Per quanti anni possano passare, per quanti passi si facciano in avanti, per quanto io corra verso il futoro, dimentichi visi, nomi, luoghi... Basta un niente. Una canzone, un profumo, delle sillabe sussurrate al vento.
E lì capisci che non sei guarita e che non guarirai mai.
Non so perchè succeda. Non so se succede solo con determinati tipi di amore. Non so se può variare da persona a persona, e in questo caso perchè sia capitato proprio a me.
Ma fa male.
Pensavo che il peggio fosse passato. Pensavo che sul momento facesse più male, che col tempo sarebbe migliorato, che era questione di ore, giorni, mesi.
Pensavo che ne sarei uscita. Non è così.
E quando succede, quando il dolore è così forte da mozzarti il respiro e da farti desiderare di poterti strappare il cuore con le mani, allora capisci che è una battaglia che hai già perso in partenza. Che il dolore fa impazzire, che non è colpa del sonno, dell'estate o degli ormoni se sono così, che è quel male che ti condiziona sempre e per sempre, che per quanto tu ti sforzi di non pensarci, dimenticare, è tutto inutile.
Mi sento così. Sto fuggendo da tutti ma il sole è abbagliante. Devo sorridere ancora ed ancora, ma le mie gambe corrono verso una destinazione impossibile, e dentro di me, sto ancora scappando da quei giorni.
Per quanti anni possano passare, per quanti passi si facciano in avanti, per quanto io corra verso il futoro, dimentichi visi, nomi, luoghi... Basta un niente. Una canzone, un profumo, delle sillabe sussurrate al vento.
E lì capisci che non sei guarita e che non guarirai mai.
Non so perchè succeda. Non so se succede solo con determinati tipi di amore. Non so se può variare da persona a persona, e in questo caso perchè sia capitato proprio a me.
Ma fa male.
Pensavo che il peggio fosse passato. Pensavo che sul momento facesse più male, che col tempo sarebbe migliorato, che era questione di ore, giorni, mesi.
Pensavo che ne sarei uscita. Non è così.
E quando succede, quando il dolore è così forte da mozzarti il respiro e da farti desiderare di poterti strappare il cuore con le mani, allora capisci che è una battaglia che hai già perso in partenza. Che il dolore fa impazzire, che non è colpa del sonno, dell'estate o degli ormoni se sono così, che è quel male che ti condiziona sempre e per sempre, che per quanto tu ti sforzi di non pensarci, dimenticare, è tutto inutile.
Mi sento così. Sto fuggendo da tutti ma il sole è abbagliante. Devo sorridere ancora ed ancora, ma le mie gambe corrono verso una destinazione impossibile, e dentro di me, sto ancora scappando da quei giorni.
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