Se passate di qui, lasciate pure un commento. Potrà essere la base di una profonda conoscenza, o una goccia d'acqua che lentamente scorre e se ne va...

mercoledì 2 maggio 2012

Capitolo diciannove

Ecco un altro piccolo aggiornamento della mia storia ;)


Capitolo diciannove

Lunedì mattina trovai Thomas ad aspettarmi all’ingresso della scuola. Mi sfiorò appena le labbra con un bacio leggero prima di salutarmi e dirigersi verso la sua classe, mentre suonava la campanella. Anche all’intervallo venne da me, e chiacchierò con Luca e Lucia mentre mi abbracciava e premeva il suo mento nei miei capelli. Mi sentivo in paradiso. Prima di andarsene, mi disse: “Il nonno vuole che vieni da noi oggi. Dobbiamo continuare il tuo addestramento… E poi, ti voglio tutta per me”.
Così iniziai a frequentare la grande villa bianca ogni due giorni. Thomas mi faceva sempre da cavia, e dopo circa una settimana, visti i miei miglioramenti, anche Alessandro si unì a lui. Così ora dovevo tenerne sotto controllo due, e non era facile. Però progredivo, piano piano. E, dopo ogni allenamento, passavo la mia meritata ora di riposo in compagnia di Thomas. Alle sei, puntuale, dovevo tornare a casa.
Una sera Thomas insistette per accompagnarmi a casa a piedi, per camminare con me mano nella mano.
“Voglio mostrare a tutta la gente che vedremo la mia splendida ragazza!” esclamò, e io non mi opposi. Finì col fatto che arrivammo a casa mia alle sette, e vidi la macchina di mia madre parcheggiata nel vialetto. Era già arrivata, ed io non sapevo come giustificarmi per la mia assenza. Diedi a Thomas un bacio frettoloso sulle labbra, poi entrai, turbata.
“Chi era quel bel giovanotto?” mi chiese Alice, di buon umore. Mi aveva visto. Ops.
“Ehm… Un mio amico…” balbettai, cercando rifugio imboccando le scale, che mi avrebbero portato dritta in camera mia.
“Eppure io i miei amici non me li bacio!” mi urlò dietro come risposta.
Per tutta la settimana seguente mia madre restò sorprendentemente di buonumore, e la mia preoccupazione crebbe sempre di più. Thomas, Lucia e Chiara dicevano che non avevo nulla di cui preoccuparmi; anzi che ormai, visto che il danno era fatto, tanto valeva confermare subito la mia relazione. Sentivo soprattutto che Thomas in particolare ci teneva a mettere le cose in chiaro, per poter venire a trovarmi ed uscire con me liberamente, ma non mi metteva pressione. Luca invece non disse niente, come se non gli importasse. Eppure la mia preoccupazione si rivelò fondata quando, domenica mattina, Alice annunciò a mio padre che io avevo una ragazzo.
“E’ vero?” mi chiese, con uno sguardo indecifrabile.
“Mmh.” Mi limitai a rispondere.
“Ma non ha ottenuto la mia approvazione.” disse,  con un cipiglio severo.
Iniziai ad agitarmi sulla poltrona nella quale ero sprofondata a guardare la tv, finché Roberto non esplose in una risata fragorosa: “Scherzavo!” rideva “Però vorrei conoscerlo. Perché non lo inviti qui un giorno? Come si chiama? Dove abita?”.
Continuò così per tutto il giorno, assorbendo tutto ciò che poteva dalle mie risposte vaghe. Infine mi fece promettere di invitare a pranzo da noi Thomas la domenica successiva.
Il mio amore sembrò molto felice della cosa, ma lo avvisai: mio padre era un tipo volubile, non sapevi mai quando parlava sul serio e quando scherzava. Lucia e Chiara furono talmente entusiaste della notizia che non si lamentarono neppure della domenica che non avrei potuto passare con loro: “D’ora in avanti” mi disse Lucia “Ci alterneremo la domeniche. A volte sparirò io con Andrea, e a volte tu con Thomas. Ma cerchiamo di non lasciare sola Chia!”. Ancora una volta, l’unico che mostrava la più totale indifferenza era Luca.
Intanto la mia quantità di compiti aveva superato la soglia del pericolo, quindi saltai gli allenamenti del venerdì per concentrarmi su di essi. Ma la mia mente era altrove, concentrata sul pranzo che si sarebbe svolto di lì a due giorni.
Domenica mattina il cielo era splendido, senza una nuvola, e i raggi del sole si riflettevano sulle foglie degli alberi ormai dorate. Ero su di giri, un po’ troppo agitata; e mi preparai distrattamente per il pranzo. Mia madre aveva preparato lasagne e spezzatini, e il profumino invitante mi stuzzicava l’appetito mentre mi mettevo il mascara sulle ciglia. Il campanello suonò, e il mio cuore schizzò letteralmente fuori dal mio petto. Quando scesi, trovai Thomas nell’ingresso, mentre mio padre lo faceva accomodare. Indossava dei jeans e una semplice felpa nera, che si abbinava perfettamente agli occhi e ai capelli; era stupendo.
Così come con i miei amici, Thomas si dimostrò molto allegro e aperto con i miei genitori. Appena iniziò a parlare seppi che avrebbe avuto la loro approvazione, e mi rilassai. I miei gli chiesero forse un po’ troppe cose, e furono abbastanza indiscreti quando gli domandarono perché vivesse con il nonno. A dir la verità anch’io ero curiosa di saperlo.
“I miei sono morti in un incidente d’auto quando ero molto piccolo. E’stato mio nonno ad allevarmi.” rispose.
Dopo pranzo, mentre mostravo la casa a Thomas (visto che in teoria era la prima volta che la vedeva), i miei ci dissero che uscivano un po’, a trovare dei loro amici. Gli urlai il mio “ok” dal piano di sopra, mentre aprivo la porta del bagno per farlo vedere a Thomas.
“E’ strano tutto questo.” mi disse.
“Anche per me. Ma adesso che hai l’approvazione dei miei… Mi sono tolta un grosso peso. Sarà tutto più semplice… Potrò davvero stare con te.”
“Sono d’accordo.”
“Comunque questa è la mia camera.” annunciai, aprendo l’ultima porta. Un sorriso increspò le labbra del mio ragazzo.
“Vedo.” disse.
“Beh… Adesso che hai visto la casa… Che facciamo?” chiesi.
“Possiamo iniziare da questo.”
Thomas si avvicinò a me, lentamente, e mi attirò a se delicatamente poggiandomi una mano sulla nuca. Fu un bacio dolcissimo, lungo. A quel primo bacio ne seguì un altro, poco dopo, appena più brusco. I suoi baci continuavano a crescere d’intensità… L’unica cosa che potevo fare era ricambiare. Lui continuò a premere le sue labbra sulle mie, più forte, sempre più forte…
“Non c’è male.” dissi riprendendo fiato, preparandomi ad una splendida giornata.

1 commento:

  1. Sono tornata l'altro ieri dal viaggio a Parigi. E' stato davvero meraviglioso. E poi, subito dopo trovare il nuovo capitolo pronto ad aspettarmi lo è stato ancora di più. Mi sei mancata in questi giorni, tu e le tue storie stupende.
    Spero di risentirti presto e comunque questa storia inizia a piacermi sempre di più, ogni capitolo che leggo mi incuriosisce e non vedo l'ora di leggere il prossimo.
    Ciao, ciao <3
    Eli

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