Se passate di qui, lasciate pure un commento. Potrà essere la base di una profonda conoscenza, o una goccia d'acqua che lentamente scorre e se ne va...

mercoledì 25 maggio 2011

Anna, quarto capitolo

Ieri sono andata a trovare la mia nipotina Anna ^_^
E' bellissima! Non si può fare a meno di amarla. E' paffutosa. Per me somiglia al papà, ma con le labbra e il mento della mamma... Ma purtroppo non posso mettere foto, visto che non ho chiesto ai genitori ^^"
L'ho presa in braccio... E' stata una grande emozione. Non capitvo se ero felice o triste, pien di gioia o di dolore, gelosa o profondamente abbandonata... Penso che ci metterò un pò a capire.

Ora posto il capitolo... Per la gioia della mia affezionata lettrice Elena ^_^"


Capitolo quattro

Quella sera arrivai ultima a bowling, ma non me ne preoccupai. Ovviamente, la mia testa era piena d’altro; però riuscii comunque a vincere tre pupazzi alle macchinette.
“Tu sei un genio, davvero, non so come fai” disse Lucia, mentre afferrava la mucca blu che le porgevo.
“Ehi! La mucca la voglio io, tu prendi la papera!”. Mentre loro due si contendevano i peluches, mi venne un’improvvisa voglia di andare a casa: sentivo che stavo per crollare, una notte insonne non era un buon punto di partenza per restare sveglia fino a tardi. Fortunatamente il padre di Chiara arrivò dopo mezz’ora.
Mi trascinai fino al mio letto e mi ci lasciai cadere, esausta.
Il giorno dopo mi svegliai alle undici: un record, visto che in genere non riuscivo a stare a letto dopo le nove.
“Eri proprio stanca, eh? Le discussioni notturne non fanno per te.” mi prese in giro Thomas.
“Me ne sono resa conto” biascicai, dirigendomi verso il bagno. Possibile che la domenica mattina dovessi alzarmi così disastrata?!? Mi chiesi guardando la ragazza-panda che mi fissava assonnata dallo specchio. E’ solo perché il sabato sera mi trucco e quando torno a casa sono troppo stanca per struccarmi, mi dissi.
Dopo essermi sistemata e aver pranzato tornai in camera con il proposito di passare una giornata-relax ascoltando la radio con Thomas, ma una pila enorme di compiti mi aspettava sulla scrivania.
Gemetti mentre iniziavo a fare matematica, e Thomas mi si sedette accanto per aiutarmi.
Dopo due ore avevo finito tutto, e mi avviai decisa verso il letto con il telecomando dello stereo in mano. Non riuscii neppure ad accenderlo che Chiara e Lucia piombarono nella mia camera.
“Cosa ci fate qui??” chiesi, stupita e seccata.
“Siamo venute a rapirti! E’ domenica, non puoi stare in casa.” disse Lucia.
“Ha ragione” aggiunse Chiara, “Inoltre la nuova discoteca ha appena aperto! Non puoi mancare!”.
“Quale?”, esclamai stupita.
Le mie due migliori amiche si lanciarono un’occhiata  rassegnata, mentre Thomas stava cercando di non ridere.
“Quella di cui abbiamo parlato fino all’infinità durante tutti i lavori di ristrutturazione del locale…”.
“Ah. Già. Giusto. Ma chi ci porta??” chiesi, mentre fissavo Thomas che ormai si rotolava dalle risate.
“C’è giù mio padre.” mi rispose Lucia, “Forza, cambiati!”.
Intanto Chiara mi aveva buttato addosso una maglietta e dei pantaloni, e Thomas se n’era andato al piano di sotto per lasciarmi vestire in pace.
Scoprii che avevano ragione loro: avevo bisogno di muovermi e ballare; dopo tutte quelle ore china sui libri il mio corpo sembrava carico di energia repressa che consumai tutta ballando.
Chiara aveva trovato una sua ex compagna di scuola e aveva scoperto che si era trovata un ragazzo, così passò tutto il tempo con loro (e soprattutto con i loro amici) e io mi detti alla pazza gioia con Lucia, dato che era felicemente fidanzata, superinnamorata e senza alcuna voglia di tradire il suo ragazzo andando alla ricerca di altre compagnie.
“Allora, come va con Andrea?” le chiesi mentre eravamo in bagno.
“Oh, stupendamente!” mi rispose, con gli occhi accesi come tutte le volte che parlavamo di lui.
“Beh, ci sono novità?”.
“Oh, sì! L’altro giorno è venuto a casa mia per la prima volta! Cioè… Non è riuscito a entrare, ma abbiamo fatto su e giù con l’ascensore…”. Lucia abitava in un condominio, e i suoi genitori non erano molto favorevoli al suo ragazzo.
“Oh, no! Lucia, Lucia, ti prego, dimmi che ci sono anche le scale per salire in casa tua…”.
“Ma certo che ci sono… Eh eh eh…”.
“Che succede?” chiese Chiara, che era appena entrata, vedendo l’espressione disgustata sul mio viso.
“Oh, stavo solo raccontando a Giu che Andrea è venuto a trovarmi e abbiamo fatto su e giù con l’ascensore…”.
“Ma Lucia! Sei la solita sporcacciona! Adesso come facciamo a venire a trovarti?!?”.
“Ragazze! Come siete maliziose…”.
Le lanciammo un’occhiataccia.
“Oh, d’accordo, un angolino è rimasto… In fondo a destra… Lì non ci siamo neppure sfiorati…”.
“Comunque sia, io prenderò le scale”.
“Concordo.” aggiunse Chiara.
E tornammo a ballare.
Arrivai a casa la sera, esausta, e trovai Thomas sdraiato sul mio letto con il mio mp3 nelle orecchie.
“Fammi spazio” sussurrai, ma lui dovette avermi sentito perché aprì un occhio e si spostò leggermente.
Mi buttai letteralmente sulla mia parte di letto, ringraziando di possederne uno a una piazza e mezzo. Thomas aveva spento l’mp3 e si girò a guardarmi.
“Ballato tanto eh? Sembri morta”.
“Mmmh.” fu la mia geniale risposta. Poi mi girai a guardarlo, mentre anche lui mi fissava, finché non sprofondai nell’incoscienza e mi addormentai.

4 commenti:

  1. E io ho postato per la tua grandissima gioia il secondo capitolo e sto scrivendo il terzo.
    Cavolo!!! Ma la storia è bellissima!!! Come diamine fai??? Questa è una di quelle storie che mi appassionano e che mi tengono con il fiato sospeso e ti dico che per farmi sentire così ci vuole davvero molto (pretendo tanto, forse troppo, dai libri, però sono fatta così). Spero che sarai felice se ti dico che questa storia è una di quelle. Scusa l'ignoranza ma ha un titolo preciso??? Comunque davvero bravissima!!! Adesso aspetto il V capitolo ;).
    Elena

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  2. Ti ringrazio per i complimenti! Mi metti in imbarazzo ^_^"
    Il titolo che avevo scelto per la storia è 'La gemma blu' comunque... Anche se ora mi sembra un pò scontato.
    Comunque, devo dire che ho messo molto di me stessa nella storia... I personaggi sono quasi tutti reali, anche se con nomi diversi, e delle cose sono accadute veramente (ad esempio, in questo capitolo, i pupazzetti alle macchinette li avevo vinti davvero una sera al boowling XD). Si tratta di sciocchezze, però... Poi beh, i sentimenti che ci ho messo osno tutti reali. Ma quello penso che sia normale; per una scrittrice, intendo, riversare ciò che prova sui propri scritti... Anche se l'opera in sè non è molto "bella" da un punto di vista "professionale", anche se la vedo forse un ò infantile nello stile, la adoro, perchè mi è uscita dal cuore.
    Ed è per questo che la voglio condividere con i miei lettori! \(^_^)/
    Anche se certi sentimenti fan parte del passato, restano comunque sigillati in me, e non intendo dimenticarli...

    Come al tempo di un'eclissi,
    sono il sole che dà luce,
    e per un lungo istante
    vengo oscurato dalla luna,
    la mia segreta amante,
    così lontana, così vicina,
    in quell'attimo tremante
    che non fa più paure
    i nostri occhi s'incontrano.
    Dare luce agli altri non ha più senso
    se non posso vederti, se non posso averti
    aspetterò esitante
    un'altra eclissi.

    Questa poesia l'avevo scritta tempo fa, all'epoca della storia... E' un'altra cosa che non intendo buttare, e che starà sempre dentro di me.
    Ora sono felice... Non chiedo altro!

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  3. Bellissima!!! Hai davvero molto talento!!!
    Hai ragione, per uno scrittore è normale rigettare nella storia tutte le sue emozioni, infatti quella che sto scrivendo è una specie di autobiografia, solo che i fatti accaduti sono trasformati in fantasy. Mi piace questo "camuffamento" perché tiene un po' nell'ambiguità e un po' nella bellezza della storia.
    ciao
    Elena

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  4. E' esattamente quello che penso... E questa storia è proprio un'autobiografia...

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