Detto questo, che ho notato essere un trionfo di parentesi, ecco a voi l'undicesimo capitolo della mia piccola storia =)
Capitolo undici
“Ti amo”, sussurrai di nuovo.
“Ti amo”, dissi di nuovo alzando la voce. Un solo singhiozzo sfuggì dalle mie labbra.
“Ti amo!”, questa volta quasi lo gridai.
E Thomas aprì gli occhi. Sembrò non vedere quello che realmente gli stava accadendo intorno, poi mise a fuoco la realtà e iniziò a respirare come se avesse la febbre, l’aria usciva spezzata e veloce dalla sua bocca; gli occhi socchiusi e il viso che tradiva il dolore che lo consumava.
Tuttavia si girò verso di me.
“Ti amo anch’io.”, disse.
Ero paralizzata dalle parole che erano appena uscite dalle sue labbra pallide. “Ma tu sei morto…”
“No, certo che no”
“Il tuo cuore… Non… Non…”
“Il mio cuore non batte mai.”, mi spiegò Thomas sorridendo, prendendo la mia mano destra e poggiandola sul suo cuore. Non batteva.
Una sorta di crisi isterica mi invase. Iniziai a singhiozzare fortemente, avevo delle specie di convulsioni.
Thomas sembrava essersi ripreso del tutto, si alzò e mi cinse le spalle con le braccia.
Mi cullò dolcemente, per quella che mi sembrò un’eternità.
Quando mi calmai, iniziò a parlarmi: “Tu… Mi ami davvero? Perché vedi, io… Non sapevo come dirtelo e…”
“Certo che ti amo.”, sussurrai meravigliata. Alzai la testa e lo guardai.
Anche lui mi fissò. I nostri occhi si perdevano gli uni negli altri… E poi, il mio sguardo si spostò. Sulle sue labbra, sottili e rosee… Mi incantai a guardare ogni minuscola piega. Senza rendermene conto, alzai una mano verso di lui, che mi teneva ancora abbracciata; verso il suo viso… Lo sfiorai delicatamente con le dita, prima una guancia e poi le labbra, che non avevo mai smesso di fissare.
E lui si chinò verso di me. Sempre più vicino… Sempre più vicino… Il mio cuore stava per esplodere.
Quando la sua bocca trovò la mia, chiusi gli occhi. Fu un bacio dolce, ma ardente allo stesso tempo.
Un bacio a stampo, ma molto passionale, carico di significato.
Non mi volevo staccare da lui. Poi sentimmo una porta sbattere, al piano di sotto, e sussultammo sorpresi.
“Giulia ci sei?”. Era la voce di mio padre, tornato prima dal lavoro.
“Merda”, sussurrai a mezza voce, e poi: “Sì papà sono qui!”
Mi fiondai veloce in bagno, ringraziando il cielo che ce ne fosse uno anche al primo piano.
Dovevo rendermi presentabile, ero appena uscita da una crisi isterica e sopraffatta dal bacio con Thomas; le mie emozioni si agitavano confuse dentro di me. Avevo proprio un aspetto orribile, mi resi conto guardandomi allo specchio. Decisi che l’unica soluzione era una lunga doccia calda, e ritornai in camera solo dopo un’abbondante mezz’ora, pulita e più rilassata. Avevo fatto un po’ di chiarezza in me.
Thomas mi aspettava, seduto sul letto. Appena mi vide in accappatoio si alzò e uscì dalla camera, lasciandomi il tempo di cambiarmi.
Quando rientrò, mi trovò sdraiata sul letto a pancia in su, nel mio solito pigiamino bianco a maialini. Si stese accanto a me, e mi prese una ciocca di capelli tra le dita.
Mi voltai con il viso verso di lui. Mi stava guardando.
“Sai io…”, iniziò. “Non te l’ho detto prima perché non mi sembrava giusto.”
“In che senso?”, chiesi.
“Io non sono come te. E’ difficile da spiegare… Vedi, se anche tu avessi ricambiato i miei sentimenti… Io… Non posso uscire con te, non posso stare con te come farebbe un qualsiasi ragazzo.”. Mi fissò intensamente negli occhi. “Solo tu puoi vedermi. Io non so cosa sono, ma non posso renderti felice nella mia condizione.”
I miei occhi volevano riempirsi di lacrime, ma le ricacciai indietro. Stava esprimendo tutti i miei dubbi e le mie paure.
Potevo tirarmi indietro. Sapevo che se avessi ceduto ai miei sentimenti avrei vissuto tutta la mia vita soffrendo. Tutta la mia vita da sola, agli occhi degli altri; con Thomas, per me.
Ma capita a volte di esserci troppo dentro. Non potevo rinunciare a lui, io lo amavo. Lo amavo troppo. Se gli avessi chiesto di andarsene (e sono sicura che lo avrebbe fatto pur di non ferirmi, anche se ero il suo solo collegamento col mondo), che ne sarebbe stato di me? Non sarei mai riuscita a guarire. Il mio amore per lui si sarebbe trasformato in dolore, e avrei continuato a provarlo per sempre… Decisamente, ci ero troppo dentro.
“Ma io voglio solo te.”, risposi. “Qualsiasi cosa tu sia… Io sono felice solo se ti ho accanto.”
“Se è questo che vuoi.”
“Per sempre.”.
E si avvicinò a baciarmi ancora.
Hi! Prima di tutto, anche se ho letto solo l'undicesimo capitolo, volevo farti i complimenti per la storia. Poi. L'ultimo libro di Eragon?!? Perchè non ne sapevo nulla! °_°?
RispondiEliminaVabbè, provvederò.
Il tuo blog è molto bello! ^_^
Ora ti saluto!
Ah dimenticavo, se ti va vieni a trovarmi su Alic is here! :D
Ciao!
ANCH'IO STO SCRIVENDO UNA SAGA FANTASY MA NON AVREI VOGLIA DI PUBBLICARLO PERCHE' SE LO TROVANO SU INTERNET LO COPIANO E LO AMO TROPPO PER PERDERLO COSI'!!!!!! Davverooo! E anche un'altra storiella abbastanza carina XD
RispondiEliminaPer quanto riguarda Inherithance, mi piacerebbe tanto poter dare la mia opinione adesso, ma non l'ho ancora preso perchè me lo regalano per il mio compleanno (fortunatamente è venerdì). Non vedo l'ora di finirlo. Spero che me lo diano presto *incrocia le dita*!
PS: la storia si fa sempre più romantica e avvincente ^^
Grazie per i complimenti! =)
RispondiEliminaVi avviso, non aspettatevi molto da Inheritance... Ci sono parecchie "incongruenze".
Comunque, io sto postando questa storia che ho scritto perchè penso che mai nessuna casa editrice la pubblicherebbe XD è stata scritta anni fa, avevo si e no 15-16anni, ed è più sullo stile della fan fiction che di un libro vero... Mi piace che lo apprezziate comunque ;)
Gli altri libri che sto scrivendo invece li scrivo in un'ottica di volerli vedere pubblicati (anche se sarà difficilissimo =..=) quindi non li posterò a meno che, una volta che saranno passati anni dalla loro conclusione e che tutte le case editrici di sto mondo me l'abbiano rifiutato, non risulti evidente che non potranno mai essere pubblicati.
Grazie per l'appoggio comunque! =)