Capitolo quindici
Seguii Thomas distrattamente in giro per la casa, pensando a quello che aveva detto Alessandro. Solo quando Thomas esclamò: “Ecco, questa è camera mia!” mi ritrovai con la mente improvvisamente concentrata sull’ambiente. La sua stanza era una normalissima camera, con un letto a una piazza incastrato sotto l’armadio dalle tinte blu sulla parete sinistra; sul lato destro una piccola libreria nascondeva una semplice scrivania su cui era poggiato un computer portatile. Per terra, un soffice tappeto azzurro copriva buona parte del pavimento di parquet.
“Ti piace?”, mi chiese Thomas, sfiorandomi il braccio.
“E’… Bellissima. Forse un po’ troppo ordinata per un ragazzo, però.”, risposi ridendo, e avvicinandomi alla finestra. Il panorama era stupendo: la camera si trovava al primo piano, e la vista dall’alto sul giardino del retro lasciava senza fiato.
“Mio nonno ha una specie di passione per il giardinaggio…”, disse Thomas a mò di scusa.
“E’ stupendo.”. Mi girai verso di lui. “Quasi quanto te.”
“Sei tu che sei stupenda.”, mi rispose baciandomi.
“Ma ora raccontami la storia dell’incidente.”, gli dissi, quando mi fui ripresa dal bacio.
“D’accordo.”, disse, andandosi a sedere sul letto. Mi accomodai accanto a lui.
“Innanzitutto dobbiamo fare un passo indietro. Come ti ha detto il nonno, oltre alla nostra missione principale, per noi è di vitale importanza trovare nuove persone con la Vista. Per questo, di giorno, quando i Predatori non sono attivi, io e mio nonno giravamo nei luoghi pubblici cercando di vedere la Brillantezza nelle persone. Non è facile, perché noi siamo solo una minoranza…
E dopo giorni e giorni di niente, ecco che arrivi te. Al bar, con le tue amiche, ti notai. Ovviamente, non potevo semplicemente avvicinarmi e raccontarti tutto, non mi avresti mai creduto, e forse mi avresti preso per pazzo. Così cercai di scoprire la tua identità, con scarso successo: l’unica cosa che riuscii a cogliere era il tuo nome, Giulia, da alcuni frammenti di conversazione con le tue amiche.
Non potevo lasciarti andare: potevi benissimo essere capitata per sbaglio in quel bar, ed io ti avrei persa per sempre. Così ti seguii. Telefonai a mio nonno per avvertirlo, e lui concordò con me.”
Forse avrei dovuto sentirmi offesa, ma non riuscivo a far altro che ascoltare rapita tutto ciò che il mio amore mi stava dicendo.
“Però… Mentre ti seguivo, accadde. Ti ero stato dietro tutta la sera, dal bar alla passeggiata in paese. L’unico mio terrore era che prendeste una macchina, perché poi non sarei più riuscito a seguirvi. E mentre continuavo ad osservarti, da lontano, mi persi nel tuo modo di fare, nel suono della tua risata, nell’ondeggiare dei tuoi capelli. Una sorta di calore m’invase, una nuova sensazione nacque in me: fu questo a distrarmi e ad impedirmi di vederli arrivare.
Mi colsero alle spalle: tre predatori che avevano trovato niente di meno che un Difensore, in piena notte, solo in un vicolo buio. Quale occasione per loro! Mi attaccarono. Non feci neanche a tempo a difendermi: un secondo prima che tutto si oscurasse, mi ricordai degli insegnamenti di mio nonno.
L’unico modo per evitare la morte ed avere l’occasione di ritornare nel mio corpo era quello di dimenticare tutto. Preservare l’energia che i Predatori cercavano, trattenendola dentro di sé a costo della perdita della memoria. L’unica cosa che volli conservare furono il tuo viso e il tuo nome, poiché il mio compito era stato di trovarti e non ti avrei lasciato andare facilmente. Il mio nome invece era parte di me, e sapevo che non mi avrebbe abbandonato.
Dovevo però assolutamente evitare di ricordare. Più avrei ricordato, più avrei consumato l’energia necessaria per tornare in me. Non so quanto tempo passò prima che mi risvegliassi, ma quando lo feci mi ritrovai nei pressi di un centro commerciale. L’eco di un suono, il suono della tua voce,mi guidò a te, finché non ti vidi da lontano. Subito il calore m’invase, e seppi il tuo nome: non ricordando nient’altro, decisi di seguirti. Il resto lo sai.
Nel buio della mia mente senza ricordi imparai una sola cosa, che tuttavia era e resta di vitale importanza per me: il calore di cui mi tingevo quando eri con me era un sentimento che aveva un nome, amore. Fu quando lo capii per la prima volta che divenni ossessionato dal mio passato e dalla mia voglia di poter essere come te: i miei ricordi continuavano a lottare con l’istinto di non ricordare, e iniziai a star male. Tu mi salvavi ogni volta, e quando mi dissi che mi amavi, quando scoprii che i miei sentimenti erano corrisposti, allora capii che non vi era alcuna fretta. Il destino si sarebbe compiuto ed io sarei tornato nel mio corpo per poterti amare davvero, per potermi fare amare da te veramente.
Il giorno dopo mio nonno ci trovò, ed io fui salvo. Ora posso stare con te senza alcun freno, stringerti a me sentendoti veramente vicina ed uscire con te senza che nessuno ti prenda per pazza.
Questa è la mia storia. Ma per la forza dell’amore nei miei confronti che tu mi hai dimostrato, io ti sarò eternamente grato.”
“Thomas…”, sussurrai, con le lacrime agli occhi.
“Ma c’è un’altra cosa. Tempo fa ti ho fatto una promessa, ricordi?”
“No… Aspetta.” non poteva avermi fatto davvero quel regalo che m’aveva promesso: mi aveva già donato se stesso,che era più che sufficiente.
“Tieni amore.” sussurrò, prendendomi un braccio e agganciandomi al polso un braccialetto. Era bellissimo, argento con dei brillantini.
“Amore…” iniziai. M’interruppe: “Ti amo, ed è tutto ciò che ho da offrirti.”
“Ti amo anch’io. Staremo insieme per sempre… Non ti lascerò mai.”. Mi tuffai letteralmente fra le sue braccia, che si chiusero su di me, finalmente reali, finalmente in grado di proteggermi davvero.
Semplicemente S-T-U-P-E-N-D-A!
RispondiEliminaLa tua lettrice più accanita è tornata =D. Ho riletto tutta, dico TUTTA la storia, dal primo capitolo al quindicesimo e posso solo dirti che la amo *-*. E' bellissima! Se fosse un libro vorrei essere la prima a comprarlo, tutto per me. Lo metterei nello scaffale che dedico ai miei volumi preferiti, in prima fila. Hai davvero un talento innato cara. Sono entrata dentro la storia e mi sono emozionata leggendola, capitolo per capitolo. Non smettere mai di scrivere perché ciò che scrivi arriva alle persone, arriva a me *-*
Ti adoro <3.
E.
Ho passato il pomeriggio a leggere "Due vite, due anime, due possibilità" su EFP. Dire che è stupenda è un'insulto. E' qualcosa di più! Adesso aspetto con un ansia megagalattica il decimo capitolo. E' davvero bellissima. Sono felice soprattutto per il fatto che in questo modo la saga di Harry Potter non mi ha abbandonata del tutto.
RispondiEliminaSei bravissima Sara, più brava persino di alcune scrittrici che adoro. Mi ritengo davvero fortunata ad averti "conosciuta" perché senza di te e le storie che scrivi mi annoierei tutto il pomeriggio, invece parto sempre per nuovi mondi e mi lì mi emoziono.
Sei stupefacente! Ti voglio bene <3.
E.
PS. Ho notato anche che hai scritto il "seguito" della saga di Twilight. Io ho iniziato da poco a leggerla e me ne sono innamorata, purtroppo passo ancora al primo volume e quindi non voglio guastarmi il gusto leggendo prima il tuo. Puoi star certa però che appena avrò finito i prossimi tre libri correrò dal tuo.
PPS. Noto con piacere che in fatto di libri abbiamo gusti molto simili e ne vado fiera. Ti stimo =D.
*---------------------* ma grazie mille!!!! Scusa se non ho risposto prima ma quando ho letto l'altro commento ero con il 3ds, e non mi riesce di entrare per commentare (non so perchè, dove c'è "commenta come" -> Mitsuki non mi appare nulla, quindi anche se scrivo non posso inviare -.-").
RispondiEliminaSono felice di avere una lettrice affezionata! =D (sto giusto per mettere il prossimo capitolo della Gemma Blu XD) i prossimi capitoli delle due storie arriveranno settimana prossima perchè venerdì ho un esame >.< la Gemma Blu posso metterla solo perchè la storia comunque è già scritta e finita...
*-* sono contentissima!!! *-*
ti voglio bene anch'io <3