Se passate di qui, lasciate pure un commento. Potrà essere la base di una profonda conoscenza, o una goccia d'acqua che lentamente scorre e se ne va...

lunedì 19 marzo 2012

Capitolo sedici della storia

Per prima cosa volevo ringraziale Eli, che mi segue perfino su EFP e che adoro <3 ora passo dal tuo blog, scusa ma sono un po' incasinata avendo fra poco un esame XD
Poi riprenderò a scrivere u.u e poi avrò di nuovo gli esami ad aprile T_T ma fa niente... Devo aggiornare più spesso La Gemma Blu però XD o non finirò mai...
Beh, per tutti quelli che leggono qui, ecco a voi il sedicesimo capitolo XD


Capitolo sedici

La giornata terminò in fretta, e verso le sei dovetti andare a casa.
“Domani vengo da te.” mi sussurrò Thomas all’orecchio, prima di darmi un bacio.
“Ti aspetto”.
La sera ero troppo euforica, non riuscivo a concentrarmi su niente e su nessuno; neanche quando Chiara mi chiamò per dirmi che l’avevano assunta definitivamente riuscii a fingere entusiasmo. Neppure il giorno dopo, a scuola, feci molto: Lucia decise con Luca che era il momento di indagare. Riuscii a tenere duro per tutta la giornata, comunque, e a resistere alle loro domande insistenti: non ero ancora pronta per dir loro la verità, né ero certa di poterlo fare. Mi avrebbero creduto? Altrimenti come avrei spiegato loro la comparsa di Thomas nella mia vita? Per ora non me ne preoccupavo. Anzi, consideravo Thomas e il mio amore per lui parte di me e solo mia, che non volevo condividere con nessuno. Certo, un giorno avrei dovuto presentarlo ai miei amici e ai miei genitori… Ma il solo pensiero lo rendeva così banale, un ragazzo qualunque; e io desideravo quell’aura di mistero che lo avvolgeva, che ci avvolgeva.
Tornai a casa ancora in preda all’euforia e piena di aspettative, ma dovetti aspettare le tre per sentire il campanello suonare. Mi fiondai alla porta: Thomas era fuori che aspettava di entrare, i capelli neri come la notte orlati da piccole goccioline di pioggia.
“Ha iniziato a piovere, visto?” mi disse sorridendomi.
“Vieni dentro allora.” risposi.
Non sapevo ben che fare, oggi non ci sarebbero state spiegazioni su specie sconosciute a tenermi occupata, né una casa nuova da esplorare: Thomas conosceva la mia alla perfezione.
Alla fine non ci restò altro che accendere la tv. Non c’era nessun film decente, perciò optammo per un telefilm demenziale. Thomas si accomodò sulla poltrona di mio papà e mi fece cenno di sedermi in braccio a lui. Le sue braccia mi strinsero mentre mi accomodavo, e non potei fare a meno di appoggiare il mio viso sul suo collo. Com’era delizioso il suo profumo! Avrei voluto immergermi nella sua fragranza e non respirare nient’altro che quella per tutta la vita.
“Che fai amore?”
“Ti annuso”.
“Tu sei tutta matta”.
“Sai di buono”.
Thomas si chinò sui miei capelli, e trasse un gran respiro: “Anche tu sai di buono”.
“Grazie”.
Passai il resto del pomeriggio con la testa appoggiata sul suo petto, sentendo i battiti accelerati del
suo cuore, interrompendomi solo per baciarlo.
Alle sei tornò a casa. Non volevo che se ne andasse, ma presto sarebbero tornati i miei e non avrei saputo dare una giustificazione accettabile della presenza di un ragazzo sconosciuto in casa nostra.
“Ti amo.” lo salutai.
“Ti amo anch’io. Per alcuni giorni non ci potremo vedere, perché devo riprendere la scuola e rimettermi in pari. Il nonno mi ha detto di dirti di venire da noi lunedì prossimo. E’ ora che inizi il tuo addestramento”.

Passai il resto della settimana nell’attesa che arrivasse il lunedì. Riuscii a distrarmi abbastanza facilmente dal pensiero del mio Thomas vista l’enorme pila di compiti che avevo da fare e i tentativi di Chiara, Lucia e Luca di farmi sputare il rospo.
“Occhei, c’è qualcosa. Ma ve lo dirò a tempo debito”.
“Quando??”.
“Fra poco, va bene?! Ma smettetela di rompere”.
“Daiiiiiiiiiiiii…” insistette Lucia.
“No! Fra poco”.
Sabato sera capitolai.
“La verità è che ho trovato un ragazzo”.
Probabilmente l’urlo che cacciarono i miei amici si sentì anche a casa di Thomas. Eravamo andati tutti a casa di Luca per una serata ‘pizza e dvd noleggiato’. Avevo appena dato la notizia più sconvolgente che si potevano aspettare, la notizia del secolo.
“Chi è?”.
“Dove l’hai conosciuto?”.
“Perché non ce l’hai presentato?”.
“Come avete fatto ad innamorarvi?”.
Oddio. Avevo segnato la mia fine. E dire che mancava così poco a lunedì… Uffi.
“Calma ragazzi…” iniziai. “Ci siamo incontrati un giorno a… al… mmmh… parco... Quello vicino al centro. Stavo passeggiando… Poi ci siamo scambiati il numero… Ci siamo sentiti e visti un po’… Poi ci siamo messi insieme, tutto qui”.
“Tutto qui??? Tutto qui???”.
“E brava la mia furbacchiotta!”.
“Non crederai di cavartela così! Racconta!”.
Nonostante l’inizio un po’ incerto, riuscii ad inventarmi una storia abbastanza credibile. Ero brava a mentire, così come a recitare. L’unica cosa che tenni per me era l’amore che ci legava: troppo intimo per poter essere condiviso.
Passai dunque tutto il sabato e la domenica seguente a ripetere e ad arricchire di particolari la mia storia inventata, tanto che alla fine la imparai a memoria. Questo era un bene se Thomas doveva conoscere i miei amici, soprattutto Chiara e Lucia: poteva dare una versione dei fatti che coincidesse con la mia.
Venne poi il lunedì, e io mi diressi ancora volando verso la grande villa bianca.

2 commenti:

  1. Ti adoro, ti adoro, ti adoro! *-*
    Sei speciale, hai un dono. Quello che scrivi mi trasmette sempre qualche emozione e sono felicissima di poter leggere le tue storie.
    Non smettere mai di scrivere, mi raccomando, sarebbe come perdere una parte del colore che ha questo mondo.
    Ti adoro <3.
    E.
    PS. Finalmente hai scoperto le altre pagine! =P

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  2. Ahahahahahahah ma sono troppi complimenti! XD
    Comunque sì sono stata babbea a non guardarle prima! XD
    Al più presto il prossimo capitolo insomma <3

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