In ogni caso ho un forte mal di testa, quindi non scriverò nient'altro di sensato qui! XD godetevelo u.u
Capitolo ventiquattro
“Sai che settimana prossima cade
il mio compleanno?” mi sussurrò all’orecchio Thomas, mente lo sfiorava
lievemente con le labbra.
“Cosa?” sussultai, scivolando via
dalle sue braccia e mettendomi in piedi davanti a lui. Erano quasi le sei e
mezza; Roberto, Lorenzo ed Erica se ne erano andati circa mezz’ora prima ed io
stavo passando la mia ora con il mio ragazzo prima di dover tornare a casa.
“Già.” disse il mio amore, con un
sorriso che gli si allargava sulle labbra “Pensavo che dovessi esserne
informata.”
“E me lo dici una settimana
prima? Una settimana? Non ce la farò mai!” La mia voce era diventata
leggermente più acuta dal nervoso.
“Ma non ce la farai a far cosa?”
“Anche solo a sceglierti il
regalo! Lo sai che non sono brava in queste cose!”
“Ma amore.” mi disse Thomas,
attirandomi dolcemente a lui “Amore, il mio regalo sei tu.”
“Non è giusto.” dissi “Non
funziona così. Guarda!”. Gli sbattei sotto il naso il braccialetto che mi aveva
regalato tempo prima. “Tu mi hai fatto un regalo e non avevi neanche una
motivazione valida! Sono in debito, e devo – devo – trovare assolutamente il
regalo perfetto per te!”
“Cavolo. Se sapevo che saresti
diventata così ansiosa e paranoica non ti avrei mai fatto quel regalo. Se vuoi
posso riprendermelo”.
Lo guardai sbalordita, ma vidi
solo divertimento nei suoi occhi e un leggero sorriso che gli incurvava le
labbra.
“Per favore, non correre via
urlandomi contro maledizioni. Abbiamo ancora mezz’ora: resta con me a
coccolarmi, dai.” disse facendosi più serio.
Restai ferma un momento, poi
sospirai: potevo solo arrendermi. Mi avvicinai di nuovo al suo viso e lo baciai
dolcemente, mentre Thomas mi riportava sul letto accanto a lui.
Una volta tornata a casa presi il
telefono e mi chiusi in camera.
“Aiuto!” esclamai, appena Lucia
mi rispose. In fretta gli spiegai la situazione e lei m’interruppe nel bel
mezzo del mio delirio per dirmi: “Senti, chiama Chia e troviamoci al bar fra
mezz’ora ok? Non importa se non hai ancora mangiato: ti prendi una piadina.
Anche se dubito che riuscirai a mangiare. A dopo!”
Così chiamai Chia e fissai
l’appuntamento. Dopo tre quarti d’ora eravamo sedute al bar e avevo spiegato in
fretta la situazione.
“Ma vi rendete conto? Settimana
prossima! Manca solo una settimana!”
“Quindi li compirebbe? Che
giorno?”
“Il sedici. Il sedici dicembre…”.
Qualcosa nel mio viso fece assumere alle mie amiche un’espressione preoccupata.
“Hai gli occhi fuori dalle
orbite.” osservò Chia.
“E la bava dalla bocca.” aggiunse
Lucia “Ok, è piuttosto allarmante. Allora, qualche idea sui suoi gusti?”
“No.” risposi. “Blu.” poi dissi,
ripensandoci “Credo che gli piaccia il blu… L’azzurro… Camera sua è tutta
azzurra”.
“Beh, non è molto… Sforzati un
po’ dai!” mi spronò Lucia. Chiara intanto era uscita a fumare una sigaretta
nella speranza di farsi venire qualche idea.
“Niente… Non so niente di lui!”
“Ma dai… Qualcosa dovrai pure
saperla… State insieme no?”
“Beh…” iniziai. Le cose che
sapevo di Thomas, le cose che ci univano, andavano al di là della normale
comprensione e non potevo certo confidarmi con Lucia o Chiara. Ma davvero
conoscevo così poco il mio ragazzo? Riflettei per quella che mi parve
un’eternità, tanto che Chiara fece a tempo a finire la sigaretta e a tornare da
noi. Fece per dire qualcosa ma Lucia la bloccò: mi stava osservando e
probabilmente vide che avevo bisogno di concentrazione.
“Gli piace la compagnia.” dissi
infine. “Aspettate… Potremmo fare una festa!”
“Bellissimo! Inviteremo un sacco
di persone!” esclamò Chia.
“No no! Non gli piace il casino…
Ma la gente che conosce va bene. Ora che ci penso… Non so chi conosce. L’ho
sempre visto nel nostro gruppo… O da sola”.
“Bene! Nuova missione per Lucia!”
esclamò lei, soddisfatta “Visto che vengo a scuola con te e tu non puoi
indagare, lo farò io. Fidati di me, entro dopodomani saprai tutto sulle sue
amicizie, a partire dall’asilo”.
“Beh, non mi serve andare così
indietro… Mi fido di te Lu. Sei la più adatta”.
“Io mi occuperò della parte
tecnica.” gli occhi di Chiara brillarono “Decorazioni, torta… Musica!”
“E tu.” Lucia mi puntò contro un
dito “Dovrai occuparti della casa. Da come l’hai descritta quella di Thomas
sarebbe perfetta… Visto che conosci suo nonno prova a chiederglielo. E dovremo
organizzare i tempi alla perfezione. Dovrai tenere occupato Thomas quando Chiara
prenderà le misure per la festa… E poi quando andremo a montare il tutto”.
“Potremo chiedere aiuto a Debora…
E magari anche gli altri che si era portata dietro sabato.” aggiunse Chiara,
gli occhi che luccicavano al pensiero, ne ero certa, di Roberto.
All’improvviso mi sentii molto
meglio: “Certo.” dissi “Bisogna invitare anche loro, sono diventati buoni amici
di Thomas”. Evitai di aggiungere che erano anche miei amici: Chiara l’avrebbe
presa male se avesse scoperto che vedevo Roberto senza di lei. Era molto
possessiva, e non sarebbe servito a niente ricordarle che ero superinnamorata e
che lei lo aveva visto solo una volta.
Quella sera, con l’idea della
festa in mente, riuscii a dormire bene.
Non sapevo cosa avrei fatto senza
le mie amiche.
ciao, ho scoperto il tuo blog tramite Alic! Mi piace molto, quando ho tempo inizio a leggere laa tua storia, ke bella pensata! Tua nuova follower, se ti va, passa dal mio ;D
RispondiEliminaCiao anche a te! =D
RispondiEliminaPasserò a vedere il tuo blog sicuramente! =D